Page 449 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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rina germanica,  i  quali  esaminarono le  esigenze  che  lo  stato  di  avanza-
           mento degli studi per il progetto di sbarco dimostravano necessarie; si con-
           venne che era fondamentale una azione prolungata ed intensa dell'Aviazione
           per demolire materialmente e moralmente la difesa, dopo di che il corpo
           di sbarco avrebbe preso terra servendosi di mezzi speciali preparati dalla ·
           Marina; la forza del corpo di sbarco era in discussione: il progetto preve-
           deva  l'impiego  di  35-40.000 uomini,  ma l'ammiraglio Ferreri  insisteva
           perché fossero di più; altra questione controversa era quella del tonnellag-
           gio dei mezzi speciali, che secondo alcuni avrebbero dovuto stazzare non
           meno di 150 tonnellate. Le conclusioni vertevano soprattutto su due pun-
           ti:  il carattere essenziale -  ribadito anche dall'ammiraglio Weichold -
           delle operazioni dell'Aeronautica, preventive e contemporanee allo sbar-
           co, per assicurare il successo dell'operazione, e l'opportunità di ripiegare
           sulla utilizzazione di natanti speciali piccoli (30 tonnellate di stazza) per
           accelerare la preparazione dell'impresa. Si può affermare che l'orientamento
           dei responsabili militari italiani era stato definito  prima che la Forza K
           contribuisse a  drammatizzare la  situazione.
                Il  14 ottobre un'altra annotazione del diario di Cavallero  permette
           di fissare la data precisa di partenza dell'operazione C 3:  "Invio al generale
           Roatta l'ordine  di studiare  un'azione per l'occupazione  di  Malta:  Esigenza  C 3.
           Data l'impossibilità di poterei valere di Biserta,  tale azione diventa inevitabile".
                Come noto, la Forza K,  munita di  radar,  entrò clamorosamente in
           azione la  notte sul 9  novembre, affondando le  7 navi del convoglio Dui-
           sburg e i cacciatorpediniere della scorta ravvicinata. Le conseguenze mora-
           li  e  materiali  dell'episodio  -  il  più doloroso  per la  guerra  del  traffico
           dell'Asse  -  furono  rilevanti.  Del resto,  novembre  1941  fu  il mese  più
           difficile, quello nel quale le forze di Malta conseguirono i maggiori succes-
           si,  con  la  perdita del 62%  del materiale spedito  in Africa.

                Non stupisce che quel mese la stampa isolana proclamasse che Malta
           era "The strongest Piace in Europe".  Anche Hitler riconobbe che il potenzia-
           mento della  base  nemica aveva  creato una situazione  "sehr kritisch"  per
           i traffici  vitali  dell'Asse.
                112 dicembre, pertanto, egli stabilì che il compito del II CAT, in ar-
           rivo in Italia al comando del maresciallo  Kesselring,  sarebbe stato:  "mi-
           nacciare le forze aeree e marine nemiche tra l'Italia meridionale e l'Africa
           settentrionale, assicurando le  comunicazioni con la Libia ... paralizzare il
           traffico nemico nel Mediterraneo, impedire gli approvvigionamenti diTo-
           bruk e di Malta. La  neutralizzazione di Malta è particolarmente urgente


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