Page 451 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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della  pressione da esercitare su Malta,  sia  in relazione alla  preparazione
           dell'operazione  aeronavale  di sbarco  per la  conquista  dell'isola.

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                In dicembre, i reparti del II CAT tedesco gradualmente presero posi-
           zione  nelle  basi  aeree siciliane.  Lo  schieramento germanico si  completò
           ai primi dell'anno seguente, ma già dal 21  dicembre  1941 il II CAT agì
           efficacemente su Malta, con azioni violente e intense tanto che i britannici
           localizzano alla seconda metà del dicembre '41 l'inizio della battaglia per
           Malta, descritto con termini terrificanti e talvolta con qualche esagerazio-
           ne.  Dopotutto,  nel  mese  di  dicembre  risultano  eseguite  sull'isola  185
           missioni-velivolo da parte tedesca, per azioni di bombardamento e spez-
           zonamento, cui se ne possono aggiungere altre 78 da parte italiana, caccia
           compresa, per cui appare difficile che si  possa raggiungere quel totale di
           175  incursioni  di  cui scrive  Cunningham.
                L'effetto di queste prime incursioni tedesche, comunque, fu veramente
           considerevole. Immediatamente a Malta si ebbe la sensazione dell'assedio,
           dell'imminenza di un attacco diretto. Il  3 gennaio  1942 il servizio infor-
           mazioni britannico segnalò allo Stato Maggiore che c'era da aspettarsi un
           tentativo di  invasione dell'isola se  la  neutralizzazione aerea fosse  fallita.
                In realtà i piani iniziali della Luftwaffe non erano stati concepiti in
           funzione diretta della C 3,  tanto vero che le direttive emanate da Kessel-
           ring al II CAT alla fine di dicembre indicavano come obiettivo la necessi-
           tà ''che Malta sia resa inefficiente e ciò per assicurare i trasporti fra l'Italia e l'Africa
           settentrionale italiana e la  supremazia aerea  in  tale spazio";  tuttavia va  detto
           che il maresciallo germanico si rese conto rapidamente della validità del-
           l' orientamento italiano verso l'occupazione dell'isola,  ed anzi ne divenne
           tra i più accaniti sostenitori. Il ritardo del grande attacco aereo ad altissi-
           ma intensità,  che fu  poi  sferrato  nel marzo  1942,  sarebbe da  collegarsi
           infatti anche alla necessità di preparare opportunamente l'operazione per
           finalizzarla  in vista  della  C  3.

                I Comandi italiani, intanto, procedevano avanti, con gli studi di un
           gruppo ristretto che doveva  coordinare i vari piani e studi.  La  C  3, alla
           fine del '41, rappresentava un obiettivo già prefissato e si lavorava inten-
           samente per arrivare a concretarla. In dall'inizio si era pensato di impie-
           gare  nell'operazione  la  Forza  Navale  Speciale  (F.N.S.)  al  comando
           dell'ammiraglio Vittorio Tur; tale F.N.S.  era stata costituita nell'ottobre
           1940 per effettuare  eventuali operazioni di  sbarco  -  si  pensava  allora


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