Page 456 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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li risultato più importante conseguito nel1941 sotto la gestione Pri-
colo, fu quello di mettere un pò d'ordine nella difficile ed intricata que-
stione dell'industria aeronautica italiana, richiamando ad una maggiore
correttezza industrie abituate a comportarsi in forma del tutto autonoma
dai reali interessi dell'Aeronautica, imponendo a questa prodotti medio-
cri, con velivoli superati e non richiesti e spesso inimpiegabili, venne ra-
zionalizzata per quanto possibile la linea produttiva privilegiando i prodotti
più affidabili.
In quell'anno si registrò il più elevato numero di velivoli costruiti
durante la guerra dall' industria italiana con oltre 3.500 aerei prodotti
per la R. Aeronautica e si ebbe il numero più basso di aeroplani esportati
con solo 82 esemplari.
Il bilancio di previsione dell'Aeronautica nell'esercizio finanziario
1940/41 ammontava a 3.287.000.000 e risultava inferiore di soli 139 mi-
lioni rispetto a quello della Regia Marina e di 1.968 milioni rispetto a
quello dell'Esercito colmando in tal modo, gradualmente, una ingiustifi-
cata differenza di assegnazione finanziaria ora ridotta in più giuste pro-
porzioni ma che aveva prodotto nel frattempo guasti non indifferenti.
Nel corso dell'anno il gravoso problema dei trasporti marittimi con
la Libia acutizzò in più occasioni i rapporti di servizio fra Supermarina
e Superaereo e fra questo e il Comando Supremo. I successi aeronavali
l
degli inglesi contro unità n·avali e convogli diretti in Africa settentrionale,
con dolorose perdite di uomini e navi, venivano in buona parte attribuiti
a mancata collaborazione dell'aviazione, a mancate scorte ed alla scarsa
sorveglianza aerea che non riusciva ad impedire - a detta dei critici e
dei Comandi interessati- gli attacchi offensivi di sommergibili e navi di
superficie spesso appoggiati da bombardieri e aerosil~ranti basati a Malta.
Uguali critiche vennero rivolte in più occasioni allo S.M. dell'Aero-
nautica per la pretesa mancata scorta alla Squadra da battaglia nello scon-
tro di Gaudo e Matapan ed in altre occasioni di confronto con la Me-
diterranean Fleet durante i diversi tentativi inglesi di rifornire Malta e
traversare il Canale di Sicilia. Ci furono al riguardo vivaci contrasti ed
accese polemiche ed il Generale Pricolo difese con determinazione l' ope-
rato dell'aviazione, ben conoscendo l'impegno ed i sacrifici offerti genero-
samente dal personale nelle dure e logoranti scorte aeree sul mare spinte
non di rado sino al sacrificio.
Oggi tutto _va rivisto alla luce delle rivelazioni sull'attività di intercet-
tazione e decrittazione svolta dall'organizzazione inglese "Ultra" nel Me-
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