Page 454 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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trionale, senza dimenticare la presenza dei suoi uomini e dei suoi reparti
di volo in Egeo e nei Balcani, in Russia e nella lontana ed ormai perduta
A.O.I..
L'anno 1941 venne dedicato in larga misura dal Capo di S.M. del-
l' Aeronautica, generale Pricolo, ad eliminare le numerose deficienze,
disfunzioni e manchevolezze accertate all'inizio della guerra in fatto di
materiale di volo, motori, installazioni, strumentazioni, attrezzature, pre-
parazione ed addestramento, infrastrutture, bombe ed armamenti di bor-
do, sicurezza ed assistenza al volo, produzione aeronautica, dottrine tattiche,
instaurando inoltre nuovi rapporti di servizio e di collaborazione con la
Luftwaffe.
Vennero avviati a demolizione o radiati centinaia di aerei non altri-
menti impiegabili ed approvvigionati in compenso centinaia di aeroplani
di nuovo modello, venne avviata ed incrementata la produzione dei nuovi
motori DB 60 l ed iniziata la preparazione industriale per riprodurre su
licenza il DB 605 assegnato alla FIAT motori avio.
Venne notevolmente sviluppata la presenza nei Reparti di la linea
di squadriglie aerosiluranti assegnate un po' ovunque sui fronti di guerra,
migliorate per quanto possibile le prestazioni della Caccia, soprattutto nel-
l'ultimo scorcio dell941, con l'immissione in servizio dei "Macchi C.202"
e dei "Re.200 l"; iniziato l'addestramento e la preparazione di specialisti
pet l'impiego dei radio localizza tori e impiantate le prime stazioni di radio
intercettazione per decifrare i messaggi del nemico; venne migliorata anche
la preparazione professionale del personale navigante e degli specialisti
di bordo, perfezionate e dotate di nuove strutture didattiche le Scuole e
gli Enti di istruzione tecnico-professionale, razionalizzata gradualmente l'in-
dustria aeronautica con la produzione di velivoli di tipo strettamente ne-
cessari ai reparti e dotati di riconosciute qualità tecniche e d'impiego, anche
se si ebbero in questo campo ulteriori delusioni e assieme positivi successi.
Nel corso del 1941 si estingueva l'attività di guerra in A.O.I. con
la perdita dell'Impero, dei reparti aerei ivi dislocati e la dissoluzione del
personale assegnato all'aviazione dell'Africa Orientale, ma si aprivano nel
contempo per l'Aeronautica Italiana nuovi fronti di guerra nei Balcani
e in Russia, quasi a bilanciare la cessazione delle attività belliche in Belgio
con il C.A.I. e in Grecia con la fine del conflitto nella Penisola ellenica.
Lo sforzo esercitato dall'Aeronautica in questa ultima campagna di
guerra era stato imponente e sotto molti aspetti drammatico per le condizio-
ni tecniche, operative, climatiche e psicologiche in cui si era svolta la guerra,
con l'impreparazione constatata e l'inefficienza accertata e generalizzata
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