Page 459 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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sbarcò  a Sitia il 28 Maggio,  portandosi poi verso il porto di lerapietra.
             Fu un'operazione modesta ma utile che contribuì ad alleggerire la pressio-
             ne sui tedeschi. Rappresentò inoltre sotto il profilo storico l'unica azione
             di sbarco di un certo rilievo effettuata dalle FF.AA. italiane nella 2 a  guer-
             ra mondiale, tanto da meritare l'apprezzamento di Mussolini, espresso nella
             seguente  lettera  inviata  allo  Stato  Maggiore  della  Regia  Aeronautica.



             COMANDO  SUPREMO
                                                                        6  luglio  1941
             IL  DUCE

             N.  20627/0P.                 ALLO  STATO  MAGGIORE  R.  AERONAUTICA


             Oggetto:  Azione  del  Corpo  di  Spedizione  Italiano  a  Creta.

                  Nel prendere conoscenza dell'azione svolta dai nostri reparti parteci-
             panti all'occupazione di Creta, ho rilevato con soddisfazione l'esemplare
             collaborazione  delle  tre  Forze  Armate.
                 Il successo  conseguito  deve  essere  di fecondo  ammaestramento per
             l'avvenire: nella cooperazione materiale e spirituale fra Esercito, Marina,
             e Aviazione  sta  un sicuro  fondamentale  elemento  di  ogni vittoria.
                  All'elogio  inviato  al  Comando Superiore Forze  Armate Egeo  per  i
             reparti impiegati nell'azione, desidero far seguire l'espressione del mio com-
             piacimento a codesto Stato Maggiore che, nella preparazione delle dipen-
             denti  unità,  ha  dato valido  contributo.

             Mediterraneo-Malta

                  Nel gennaio 1941, dopo 6 mesi di guerra, non si era ancora verifica-
             to alcun cambiamento sostanziale nella situazione strategica esistente nel
             Mediterraneo centrale, canale di Sicilia e piazzaforte nemica di Malta: gli
             aviatori Italiani attaccavano periodicamente con i bombardieri l'isola ed
             i  suoi principali obiettivi con piccole formazioni  di 4-6 velivoli  scortate
             da caccia o addirittura con velivoli isolati, senza provocare peraltro danni
             rilevanti  agli  impianti  ed infrastrutture.
                  Gli inglesi si difendevano efficacemente di giorno con la caccia gui-
             data  da  radar  e  di  notte  con  l'artiglieria  contraerea.


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