Page 462 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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sempre più moderno ed efficiente, una rotazione programmata del perso-
              nale, una volontà e una tenacia ammirevoli, che costituirono nell'insieme
              dell'organizzazione difensiva dell'isola, il segreto successo della resistenza
              che solo un attacco diretto, portato con paracadutisti e truppe da imbarco
              nel cuore stesso dell'isola, poteva scardinare. Una possibilità disattesa al-
              l'inizio  della  guerra,  che  si  ripropose come  extrema  ratio  di successo  nel
              1942  con  l'Operazione C3.

              A. S.I.
                   L'Anno  1941  si  era  presentato sul fronte  dell'Africa  settentrionale
              con  i  negativi  risultati  prodotti dalla  "Compass" che  aveva comportato
              la distruzione della l O a Armata e la perdita della Cirenaica e della Sirtica.
                   Era andato perduto gran parte del potenziale militare della Quarta
              Sponda e si era incrinato gravemente il prestigio morale e lo spirito voliti-
              vo  delle  FF.AA.  della  Libia.
                   In questo  drammatico frangente,  il  Comando Supremo ritenne op-
              portuno accettare l'aiuto militare tedesco, più volte offerto, consistente in
              G.U. motocarrozzate e reparti della Luftwaffe comprendenti bombardieri,
              "Stuka", distruttori, caccia, trasporti, ricognitori, squadriglie da collega-
              mento-esplorazione,  soccorso  in mare e Flak.
                   La presenza e partecipazione della Germania nel Mediterraneo e in
              Libia si era resa indispensabile non solo per il disastroso svolgimento del-
              la guerra contro la Grecia, ma soprattutto per le conseguenze che da tale
              Campagna erano derivate, che giustificavano l'intromissione del Reich in
              uno scacchiere di  guerra che gli  accordi  politico-militari dell'Asse  attri-
              buivano prioritariamente alla sfera dell'influenza politica, strategica e mi-
              litare  italiana.

                   La presenza del D.A.K. (Corpo Tedesco d'Africa) con le sue podero-
              se unità panzer e quella della Luftwaffe con i suoi efficienti e temibili re-
              parti da combattimento, garantiva al momento da ogni ulteriore pericolo
              il territorio della Quarta Sponda, mutilato sino alla Sirtica dall' occupazio-
              ne nemica poiché, ed è bene precisarlo ad evitare ogni artificiosa illusione
              in merito, le residue forze italiane rimaste in Libia, con lo scarso ed inade-
              guato armamento che possedevano, non avrebbero retto ad una nuova of
              fensiva  che poteva sferrare l'Sa Armata britartnica: non appena questa si
              sarebbe riorganizzata ed equipaggiata con nuove unità e più numerosi e
              potenti mezzi corazzati e aerei in viaggio via Capo di Buona Speranza verso
              l'Egitto  provenienti  dall'Inghilterra  e  dagli  Stati  Uniti.


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