Page 465 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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Nelle operazioni di ripiegamento, a seguito della decisione di Rom-
mel di abbandonare l'assedio di Tobruk, la 5 a Squadra Aerea mostrò di
aver fatto tesoro della disastrosa ritirata degli inizi dell'anno, riuscendo
a rischierarsi in posizione arretrata in buon ordine e conservando integro
il suo potenziale offensivo.
A. O .l.
La difesa dell'Impero dell'A.O.I. durata complessivamente 17 mesi
e 18 giorni era costata la morte di circa 5.400 italiani fra ufficiali e sottuf-
ficiali, 7.500 feriti, 16.000 dispersi in gran parte prigionieri su un totale
di 75.000 chiamati alle armi o mobilitati nelle FF.AA. dell'A.O.I..
Le perdite delle truppe coloniali parzialmente registrate sino alla pri-
maveradel1941 segnalavano la morte di 11.753 fraascariedubate 17.152
feriti, con poco più di 3.000 dispersi, ma tali cifre debbono ritenersi no-
tevolmente al di sotto della realtà.
Secondo il duro giudizio espresso dagli inglesi sulla causa della di-
sfatta Italiana nell'Africa orientale, se è pur vero come è vero che la con-
quista dell'Abissinia fu resa possibile dal vasto impiego di forze motorizzate,
con fanteria autotrasportata, artiglieria meccanizzata, carri armati di rot-
tura e sfruttamento del successo, è anche vero che la straordinaria man-
canza di iniziative e di lungimiranza tattica e strategica dei comandi italiani,
furono le cause determinanti e concomitanti della sconfitta, dell'inerzia
dimostrata in lunghi mesi favorevoli sotto il profilo operativo e psicologi-
co, in inutili operazioni offensive e dispersive come la conquista dei So-
maliland ed altre operazioni minori.
Mancò oltre ai mezzi e all'armamento idonei anche e soprattutto la
fantasia che non tenne in alcun conto le caratteristiche del terreno e delle
genti, le possibilità d'azioni audaci e spregiudicate non intraprese sino al
momento in cui l'iniziativa passò decisamente nelle mani degli inglesi, che
con forze non superiori ad 113 di quelle messe in campo dal Comando
Superiore FF.AA. dell'A.O.I. riuscirono in soli quattro mesi ad avere ra-
gione della resistenza italiana e a capovolgere a loro favore il risultato stra-
tegico dell'intera campagna Etiopica.
I restanti sei mesi intercorrenti sino alla resa di Gondar non furono
altro che l'aspetto ormai deciso delle residue operazioni militari rallentate
dalla stagione delle piogge ma ormai avviate fatalmente all'epilogo con l'ir-
reversibile isolamento dell'Armata.
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