Page 450 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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per raggiungere gli scopi prefissi". Il Fiihrer si era convinto ad impegnar-
si nel Mediterraneo, ma ancora nell'ambito del concetto della neutralizza-
zione per quanto riguardava Malta. E infatti solo dopo, con la rapida
conversione di Kesselring all'idea della "soluzione radicale", il II CAT sa-
rebbe stato impiegato in un'azione violenta di smantellamento e di prepa-
razione allo sbarco.
In tale ordine di idee va inquadrato anche il minamento delle entrate
del porto de La V alletta, eseguito in dicembre dalla 3 a flottiglia MTB te-
desca, con battelli S, agli ordini del comandante Kemnade: operazione bril-
lante, che paralizzò per un certo periodo il traffico nella zona d'arrivo al
Grand Harbour e causò perdite agli Inglesi, nonostante i loro efficaci si-
stemi di dragaggio.
* * *
Nel frattempo, però, l'equilibrio navale nel Mediterraneo era cam-
biato ancora una volta. I sommergibili tedeschi, appena trasferiti dall'A-
tlantico, avevano conseguito, già nel novembre, notevolissimi risultati, con
l'affondamento della portaerei Ark Royal della forza H di Gibilterra (gior-
no 12), e della nave da battaglia Barham della Mediterranean Fleet (giorno
24). Nella notte tra il 18 e il 19 dicembre, poi, i mezzi d'assalto italiani
eliminarono nel porto di Alessandria le due ultime corazzate di Cunnin-
gham, la Queen Elizabeth e la Valiant; inoltre, l'incrociatore Galatea era sta-
to silurato il 14 dicembre e, 4 giorni dopo, la Forza K finì sulle mine non
lontano da Tripoli e perdette l'incrociatore Neptune e il cacciatorpediniere
Kandahar, mentre gli incrociatori Aurora e Penelope venivano danneggiati.
Nei mari della Malesia, infine il IO dicembre 1941 erano state affondate
dai giapponesi le navi da battaglia Prince of W ales e Repulse.
I motivi che avevano indotto i comandi italiani ad orientarsi verso
l'occupazione di Malta, però, non erano venuti meno, ed anzi la perdita
dei due incrociatori leggeri Da Barbiano e Da Giussano, silurati il 13 di-
cembre dinanzi alle coste tunisine, riportò drammatic,amente l'attenzione
dei responsabili della condotta della guerra sul sempre insoluto problema
maltese. La perdita britannica del dominio del mare intorno all'isola apri-
va prospettive più favorevoli ad un eventuale sbarco, e se gli inglesi cerca-
vano di compensarlo con un rafforzamento ulteriore del potenziale aereo
dell'isola, diventava di estrema urgenza la riconquista del dominio del cielo
nel Mediterraneo centrale. Sotto questo profilo l'intervento della Luftwaf-
fe risultava quanto mai opportuno, sia in relazione al problema immediato
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