Page 448 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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19 luglio il comandante dell'Afrika  Korps era tornato ad insistere sullo
               stesso motivo. Ma nulla di concreto fu approntato per l'estate 1941, e quan-
               do il 25  luglio,  ancora una volta,  fu  presentato ad Hitler un memoran-
               dum  sulla  situazione  nel  Mediterraneo,  redatto  con  tono  alquanto
               pessimistico, il Fuhrer si limitò a chiedere che le informazioni in base alle
               quali era stato compilato il documento fossero ampliate ed approfondite.

                    In Italia il problema preoccupava molto. Il Promemoria n. 81 di Su-
               permarina al Comando Supremo, dell'aprile 1941, affermava che di fron-
               te al prevedibile intensificarsi della pressione nemica sulle linee di traffico
               con  l'Africa  settentrionale  -  non essendo  attuale un attacco  diretto  su
               Malta- esisteva "un solo rimedio efficace: ridurre al minimo i percorsi via mare
               utilizzando i porti della Tunisia settentrionale".  Questa indicazione fu reitera-
               ta da Supermarina mentre colloqui con tedeschi e francesi si trascinavano
               senza risultati decisivi, nel promemoria n. 139 del20 agosto 1941 diretto
               al Comando Supremo:  "Nella previsione che prossime azioni belliche di grande
               estensione in  Cirenaica  impongano  immediati rifornimenti di  ordine di grandezza
               maggiore dell'attuale,  unica soluzione adeguata del problema sarebbe l'utilizzazio-
               ne dei porti della  Tunisia settentrionale.  Essa  ridurrebbe al minimo i percorsi via
               mare  e consentirebbe di  effettuarli in  zona  molto  meno  soggetta alle offese  nemiche
               le quali evidentemente aumenteranno in proporzione dell'importanza bellica del no-
               stro  traffico".

                    La genesi della C 3 va collocata nel periodo di tempo che intercorre
               tra l'estate e l'autunno 1941. L'aggravarsi costante della situazione nel Me-
               diterraneo centrale, l'impossibilità di attuare la soluzione tunisina per la
               opposizione dei francesi e dei tedeschi, la chiara nozione di crescenti diffi-
               coltà avvenire per i  collegamenti  con l'Africa in mancanza di  provvedi-
               menti  radicali,  la  riprova  che  l'Aeronautica  italiana  non  riusciva  a
               neutralizzare la base nemica, la continua pressione della Marina, tutti questi
               elementi insieme convinsero sempre più anche il generale Cavallero, Ca-
               po di S.M.G., della assoluta necessità dell'occupazione di Malta. Già nel
               suo diario, al 5 settembre, si rintraccia una annotazione significativa: " ... ho
               parlato al Duce del piano per l'azione di Malta.  Anche sua Maestà ne è soddisfat-
               ta".  Poi, al 13 settembre, un'altra annotazione dimostra che l'idea di ten-
               tare l'impresa si faceva sempre più strada:  "Occupazione di Malta! Se l'Asse
               vuole può farlo!  Questo  è anche  il parere  di  Roatta".
                    L' 11  ottobre in una riunione presso il Sottocapo di S.M. della Mari-
               na ammiraglio Sansonetti, si fece il punto sugli studi che la Marina stessa
               non aveva mai abbandonato.  Erano  presenti  un gruppo di  alti  ufficiali
               della Marina italiana e l'ammiraglio Weichold, rappresentante della Ma-


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