Page 471 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
P. 471

che 1'8  febbraio  1922  avevano interrotto la  ferrovia.  I  "Caproni"  della
           12 a e 13 a Squadriglia e gli "SVA" della 90a, di base alla Mellaha (T ripo-
           li) intervennero con perfetta continuità, assicurando il quotidiano collega-
           mento con  la località,  su  un campetto delle  dimensioni di 250 per  150
           metri. Da metà febbraio al 10 aprile gli aerei trasportarono 41 tonnellate
           di derrate e tre di materiali,  213 tra ufficiali ed ascari. Furono evacuati
           6 5 ascari  da curare e  sgomberati  53  civili  tra europei e  indigeni (3).
                Il governatore della Tripolitania Giuseppe Volpi, il17 aprile così con-
           cludeva un telegramma inviato al Ministero delle Colonie:  "Il trasporto ae-
           reo  della  Compagnia  del  l  0  Battaglione eritreo  ad Azizia,  ha costituito una vera
           benemerenza per questa Aviazione, forse senza precedenti" < 4>.  In effetti quello fu
          il primo  ponte aereo  della  storia  aviatoria  mondiale.
                Nella Campagna d'Etiopia (1935/36), la R.A. utilizzò largamente tri-
           motori  da bombardamento  "Caproni Ca.101" e  "133",  "SIAI S-81"  e
           monomotori "Ca.111", per rifornire colonne avanzanti. In contenitori pa-
           racadutabili erano lanciate derrate varie e pane fresco, nonché animali da
           macello affidati a paracadute. Frequenti gli atterraggi, accanto alle trup-
           pe, per il rifornimento di munizioni e di carburante. Gli aerei assicurava-
           no la posta e l'evacuazione dei feriti.  Subito dopo l'occupazione vennero
           trasportati ad Addis Abeba il personale del Comando Superiore, funzio-
           nari coloniali, Carabinieri e Guardie di Finanza, un Battaglione di  Gra-
           natieri  completo  di  equipaggiamento individuale <S>.
                All'occupazione dell'Albania, la R. A. fornì un contributo decisivo per
           rapidità d'azione. Agli aerei da bombardamento "S-79" ed "S-81" si uni·
           rono  40  "Ca.  133" fatti  affluire  dai  reparti da  caccia  dove assolvevano
           compiti di appoggio. Tutti questi velivoli trasportarono sull'aeroporto di
           Tirana, appena occupato da una formazione motorizzata, un reggimento
           di granatieri e uno di alpini che consentirono l'immediato controllo della
           capitale,  la  prima  conquistata con  un aviosbarco <6>.
                Tutti questi eventi dimostrano l'importanza che la R.A.  aveva dato
           al settore trasporti. Ma il materiale impiegato era sempre quello concepito
           per altre missioni e che, adattato, poteva assicurare la possibilità di trasfe-
           rire  uomini  e materiali.



           (3)  Autori  vari,  Ali Italiane,  Rizzoli,  Milano,  1978.
           (4)  Vincenzo Lioy,  L'Italia in Africa-Lopera dell'Aeronautica,  tomo II, vol.  III, Roma, Mi-
              nistero  Affari  Esteri,  1964.
           (5)  Vincenzo  Lioy,  op.  cit.,  Tomo  II,  vol.  III.
           (6)  Autori vari, Dimensione Cielo-Aerei italiani nella 2a guerra mondiale,  Bizzarri, Roma,  1972,
              vol.  IV.


                                                                              469
   466   467   468   469   470   471   472   473   474   475   476