Page 472 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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In effetti i bombardieri "Ca. 133" ed "S-81" erano stati concepiti
tenendo d'occhio anche l'esigenza secondaria del trasporto.
Alle prove il "Caproni", grazie all'ampia sezione frontale di fusolie-
ra, era in grado di imbarcare un carico maggiore del "SIA!" nonostante
questo fosse più pesante e di maggior potenza.
Era maturata intanto presso lo Stato Maggiore Regio Esercito (S.M.R.E.)
la necessità di avere truppe aviotrasportate. Già il 6 marzo 1939 l'Ufficio
Addestramento S.M.R.E. indirizzava allo Stato Maggiore Regia Aeronautica
(S.M.R.A.) una. nota in cui manifestava "l'intenzione di costituire una o due divisio-
ni «alleggerite» al massimo di uomini e materiali e adeguate agli speciali compiti" (7).
Ogni divisione sarebbe stata composta da due reggimenti di fante-
ria, ognuno su due battaglioni, una compagnia mortai da 81, una compa-
gnia cannoni da 47/32, una compagnia ciclisti, un battaglione mortai
d'assalto, due gruppi cannoni da 47/32, due batterie contraeree da 20,
un plotone radiotelegrafisti, un battaglione paracadutisti.
Nella successiva corrispondenza si faceva riferimento a precedenti
in merito, relativi alla disponibilità di velivoli da trasporto e alla possibile
costituzione di due stormi da trasporto su "S-81" rinforzati dai 40 "Ca.
133" prelevabili, in caso di necessità, dai reparti da caccia.
Nel maggio 1938, in zona Gefara (Tripolitania), durante le manovre
alla presenza del Re, gli Stormi 14 ° e 15 ° di stanza in Libia con gli '' S-81''
avevano effettuato il lancio di due battaglioni di paracadutisti libici e lo
sbarco di un'unità di formazione forte di 3.000 uomini, pezzi da 65/18,
veicoli leggeri, moto, materiali < 8>.
I primi reparti di paracadutisti e le esercitazioni di aviosbarco, era-
no stati voluti dal Governatore della Libia, maresciallo Itala Balbo, dal
quale dipendevano le Forze Armate (FF.AA.) dislocate in Colonia. Perso-
nalmente Balbo provò in quell'occasione il nuovo trimotore "SIA! S-75"
su cui aveva viaggiato il Re. Impressionato dal velivolo, Balbo chiese alla
SIA! se si fosse potuto trarne un trasporto atto a caricare 50 uomini, mez-
zi leggeri, armi, materiali. Un derivato dall'"S-75" sarebbe stato adattissimo
per un impiego totale, anche come bombardiere, nelle operazioni di poli-
zia e nelle guerre coloniali.
(7) Ufficio Storico Stato Maggiore Aeronautica (USSMA) comunicazione su Aviotrasporto
di reparti dell'Esercito, da Stato Maggiore R.E. (S.M.R.E.), Ufficio Addestramento,
prot. 4471, del 6/3/1939, all'Ufficio di Stato Maggiore della Regia Aeronautica.
(8) Nino Arena, l Paracadutisti, Stem Mucchi, Modena, 1972.
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