Page 106 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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Il generale Marshall, una volta presa la decisione, si era posto a tut-
t'uomo a lavorarvi. Il suo primo, importantissimo passo, fu di nominare
un comandante per le forze terrestri degli Stati Uniti che si andavano am-
massando in Europa. Per tale delicatissimo incarico egli scelse un uomo
in cui riponeva una profonda, totale fiducia: il suo Capo dell'Ufficio Ope-
razioni. 1122 giugno 1942 il generale Dwight David Eisenhower fu nomi-
nato Comandante Supremo del teatro europeo. Abile e brillante piani-
ficatore, Eisenhower aveva le qualità di carattere che lo avrebbero reso
indicatissimo a mantenere i non sempre facili rapporti con gli alleati in-
glesi e del Commonwealth < 14>. Era ovvio che a lui sarebbe spettato di gui-
dare il delicatissimo sbarco in Nord Africa.
Il 31 luglio cominciò a Londra la preparazione dei piani per l'Ope-
razione "Torch"; il 9 agosto il primo abbozzo del piano fu pronto e la
messa a punto di esso fu terminata il 21 dello stesso mese: la Task Force
destinata al Marocco (e interamente americana) sarebbe partita diretta-
mente dagli Stati Uniti, mentre quella che doveva operare lo sbarco in
Algeria e che sarebbe stata composta da forze sia americane che britanni-
che, avrebbe preso le mosse dall'Inghilterra.
In Italia i giornali del regime seguitavano a baloccarsi con le notizie
riguardanti l'America, la quale (malgrado le tre incursioni della Wasp nel
Mediterraneo e i primi, pesanti bombardamenti navali), sembrava anco-
ra tanto lontana. Le riviste illustrate ironizzavano su quello che esse chia-
mavano "il fotogenico generale Eisenhower", domandandosi, con aria di scherno,
se a questi sarebbe toccato il Comando del "secondo fronte", che la pro-
paganda dell'Asse mostrava di considerare poco più che una barzelletta.
Le forze dell'Asse, infine, erano davanti ad el-Alamein e si avvicinavano
a Stalingrado. Perché preoccuparsi del secondo fronte?
Ma altre persone, per il momento sconosciute, stavano giungendo in
Inghilterra. Erano i generali Spaatz e Eaker; e dietro di loro arrivavano
gli uomini, le macchine, le attrezzature di quella che non avrebbe tardato
a rivelarsi una tra le più formidabili unità da combattimento del secondo
conflitto mondiale: l'VIII Armata Aerea americana. 1117 agosto 1942, pro-
prio mentre sul fronte egiziano falliva a Halam el Haifa l'ultimo, dispera-
to tentativo delle forze italo-tedesche di Rommel di riprendere l'avanzata
(14) Stephen E. Ambrose, The Supreme Commander: the war years of Genera! Dwight D. Ei-
senhower, Garden City, N.Y., 1970, passim.
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