Page 101 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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GLI STATI UNITI NELLA GUERRA ITALIANA
(1942)
RAIMONDO LURAGHI
All'inizio del 1942, la presenza in guerra degli Stati Uniti rimaneva
per gli italiani un fatto ancora distante, senza impatto diretto - almeno
per il momento - sulle vicende belliche del Mediterraneo; sebbene nelle
grandi città industriali del nord si solesse dire, con un tono vago, a metà
fra il timore e lo scongiuro, che "si attendevano le fortezze volanti". Per parte
sua la propaganda ufficiale scherniva e prendeva a gabbo dalle colonne
dei quotidiani e attraverso la radio, l'affermazione del presidente Roose-
velt secondo cui gli Stati Uniti sarebbero stati pienamente pronti nel 1943,
ipotizzando ovviamente che per allora le potenze dell'Asse avrebbero or-
mai vinto la guerra o>.
Propaganda di regime, certo, ma anche sintomo di quella boria e di
quella supponenza di cui sovente gli europei (e non solo nei regimi totali-
tari) danno prova nei confronti degli Stati Uniti.
In realtà la gente comune aveva visto più chiaro, ed aveva già oscu-
ramente intuito, per citare il generale Emilio Faldella, che, malgrado qual-
siasi successo dell'Asse e del Tripartito, "Germania, Italia e Giappone avrebbero
lo stesso perduto la guerra; la loro sconfitta era fatale dal momento in cui gli Stati
Uniti si erano schierati a fianco della Gran Bretagna" (2)_
Ma per il momento l'impreparazione degli Stati Uniti, trascinati re-
pentinamente nella guerra guerreggiata, era un fatto reale. La coscrizione
era stata introdotta appena un anno prima o poco più; l'addestramento
(l) Ricordi personali di conversazioni durante brevi periodi di licenza.
(2) Emilio Faldella, L'Italia nella Seconda Guerra Mondiale., Bologna, 1959, p. 500.
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