Page 98 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
P. 98

Sorprendentemente nemmeno dopo la stipulazione dell'accennato Pat-
                 to  Tripartito  del  settembre  1940, gli  scambi  di  informazioni  tecniche  e
                 di vedute strategiche tra Roma,  Berlino e Tokio raggiunsero livelli  suffi-
                 cienti, sempre a causa dell'eccessiva riservatezza nipponica e nonostante
                 periodiche riunioni e la visita al di  qua e al di là dell'Oceano di qualche
                 eminente personalità militare,  tra  cui  fece  spicco  il generale  Yamashita,
                 futuro conquistatore di Singapore, che soggiornò nel dicembre 1940 a Ber-
                 lino  e  a  Roma.
                      In  queste circostanze il  più notevole  interessamento  nipponico  agli
                 affari militari europei risultò  quello  riguardante la  prevista invasione di
                 Malta (Operazione "C3"), decisa dal Comando Supremo italiano nell'ot-
                 tobre  1941, anche  se  poi,  come  sappiamo,  essa  non venne mai attuata.
                 Pertanto,  nell'ambito delle  consultazioni tra gli  alleati  dell'Asse,  previste
                 dal Patto Tripartito, ebbe spazio nel febbraio  1942 uno scambio di vedu-
                 te  con  i giapponesi  a  proposito  dell'isola  mediterranea  britannica < 2 5>.
                      Nell'occasione l'ammiraglio Abe,  il  capitano di vascello  Mitunobu,
                 il  colonnello Shinizu e il  tenente colonnello  Gondo raccomandarono  per
                 lo sbarco a Malta, oltre al più assoluto segreto (abbastanza difficile da man-
                 tenere in  presenza  dell'allora  ignorato,  ma efficientissimo  ULTRA  Secret
                 inglese),  "di eseguire  ad ogni  costo  l'operazione  secondo  i piani prestabiliti,  una
                 volta scelti ed approvati".  Quest'ultimo consiglio, per fortuna di difficile re-
                 ce pimento da parte dei molto più flessibili e realistici Stati Maggiori euro-
                 pei,  preannunciava  quell'assoluta  rigidità  dottrinaria  e  quella  deleteria
                 mancanza  di  duttilità  strategica  e  tattica,  ampiamente dimostrata  tra  il
                 1942  e  il  1945  dalle  Forze  Armate  del  Tenno < 26>.
                     Oltre a  questo particolare, bisogna aggiungere che il generale atteg-
                 giamento isolazionista prescelto dal Giappone nei rapporti con gli alleati
                 dell'Asse europeo finì per danneggiare maggiormente proprio le Forze Ar-
                 mate imperiali, soprattutto quando fu  evidente la loro estrema arretratezza
                 nella condotta della guerra meccanizzata e corazzata, nonché di quella su-
                 bacquea e nella protezione antisommergibili del traffico mercantile. Queste
                 lacune infatti avrebbero potuto essere rispettivamente sanate attraverso una



                 (25)  A.U.S.M.M.,  cartella  102  ter,  fascicolo  "Notizie sulle  operazioni  da  sbarco com-
                     piute  dai giapponesi"  e  fascicolo  A-3.
                 (26)  M.  Gabriele,  Operazione  C3:  Malta,  Roma,  Ufficio  Storico  della  Marina  Militare,
                     2•  edizione,  1990,  p.  104.


                 96
   93   94   95   96   97   98   99   100   101   102   103