Page 96 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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Nei  successivi  colloqui  tra gli  ambasciatori  il  problema indocinese
                 fu  sempre in prima linea, ma il  principale ostacolo al raggiungimento di
                 un'intesa fu  costantemente rappresentato dall'intransigenza  dei  massimi
                 esponenti militari nipponici, guidati dal generale Tojo, che alla fine riuscì
                 a  scalzare  Konoye  e  a  divenire  Primo  Ministro  il  18  ottobre  1941.

                      Gli avvenimenti precipitarono da quest'ultima crisi di governo, tan-
                 to che nella Conferenza imperiale del  5 novembre venne deciso di prose-
                 guire i negoziati con gli  Stati Uniti al massimo fino  al  30 del mese,  dopo
                 di che la parola sarebbe passata alle armi. Comunque, per sfruttare le ulti-
                 me opportunità, l'Ambasciatore giapponese a Washington, Nomura, venne
                 affiancato dall'inviato speciale Kurusu, il cui compito principale era quel-
                 lo  di  svirilizzare agli  occhi americani  la  portata del Patto Tripartito < 21 ).
                      Il 20 novembre il Governo Tojo fece la sua massima concessione, con-
                 sistente nella  promessa evacuazione graduale dell'Indocina  meridionale,
                 in cambio della normalizzazione degli scambi commerciali e dell'interru-
                 zione di ogni aiuto militare americano alla Cina. Queste proposte non ot-
                 tennero  naturalmente  l'approvazione  di  Chiang  Kai-shek,  né  quelle  di
                 Londra e pertanto dovettero essere respinte da Washington, con qualche
                 rimpianto < 22 ).
                      La  controproposta del Segretario di Stato,  Cordell Hull,  consistette
                 in un memorandum  su dieci punti, che venne consegnato a Nomura il  26
                 novembre e che,  in cambio della  normalizzazione diplomatica ed econo-
                 mica,  chiedeva la  completa  evacuazione  nipponica dell'Indocina  e  della
                 Cina. Tali condizioni furono ritenute inaccettabili dalla Conferenza impe-
                 riale del  l  dicembre,  durante la quale  fu  quindi decisa l'apertura delle
                           0
                 ostilità con  gli  Stati  Uniti,  la  Gran Bretagna  e  l'Olanda  per  il  giorno  8
                 successivo,  corrispondente al  7 dicembre  1941  secondo i fusi  orari occi-
                 dentali.
                      Il Giappone prese questa gravissima decisione, che a molti porrebbe
                 sembrare suicida, perché confidava rispettivamente nel vantaggio della sor-
                 presa, nel gravoso impegno militare inglese in Europa e in Africa Setten-




                 (21)  S.  Togo,  The  cause  ofjapan,  New York,  Simon  &  Schuster,  1956,  p.  159-160.
                 (22)  W. Churchill, "La guerra investe l'America", in  La seconda guerra mondiale, vol. VI,
                     Milano,  Oscar  Mondadori,  1970,  p.  252-253.


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