Page 112 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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ripreso la scelta per la neutralità e l'insistente ricerca per la pace. Ma Pa-
celli era anche a conoscenza delle polemiche scaturite dalla condotta vati-
cana. Benedetto XV era stato accusato di avere una posizione non del tutto
imparziale: la nota del1917, ad esempio, era stata considerata in qualche
modo vicina agli interessi tedeschi. In effetti la disponibilità tedesca alla
pace in quel momento era uno degli elementi da cui era scaturito l' inter-
vento pontificio: il Papa aveva ritenuto suo dovere cogliere lo spiraglio
che in quel modo si apriva. Ma, secondo alcuni, così facendo Benedetto
XV si era mischiato troppo direttamente al gioco politico-diplomatico e
la stessa nota di pace era stata interpretata come un intervento favorevole
ad una delle parti in causa.
Questa complessa esperienza era certamente presente ad Eugenio Pa-
celli, quando, appena eletto Papa, si era trovato a guidare la diplomazia
pontificia nel difficile frangente di una nuova guerra. Fu infatti proprio
il Papa a tracciare le linee direttive dell'atteggiamento vaticano, malgrado
si trovasse accanto personalità di rilievo come i cardinali Maglione, Tar-
clini e Montini. Da una parte egli apparve in profonda continuità con Be-
nedetto XV. Pio XII ribadì molto spesso la neutralità della Santa Sede e
soprattutto il primato della ricerca della pace: si è parlato di un' ossessio-
ne pacelliana per la pace. Al tempo stesso egli fu però più prudente di
Benedetto XV e volle attenersi ad una scrupolosissima linea di imparziali-
tà. Nel concreto sviluppo degli eventi, tuttavia, neutralità, imparzialità,
pace non hanno rappresentato sempre orientamenti perfettamente coinci-
denti. Attraverso una rigorosa imparzialità Pio XII ha cercato di garanti-
re la neutralità della Santa Sede meglio di quanto fosse riuscito a Benedetto
XV, rendendo perciò più efficace l'azione mediatrice di questa. Tuttavia,
l'imparzialità vaticana non è stata nel complesso accolta favorevolmente.
All'interno di entrambi gli schieramenti un po' tutte le principali Poten-
ze, eccettuati gli Stati Uniti, erano in fondo convinte che il Vaticano non
appoggiasse abbastanza la loro causa e ciò faceva loro pensare che la San-
ta Sede di fatto sostenesse gli interessi dell'avversario. Molte delle iniziati-
ve che venivano da Roma furono perciò accolte con diffidenza. Le esigenze
della prudenza, inoltre, spesso frenarono la possibilità di intervenire a fa-
vore della pace, indebolendo ulteriormente il tentativo della Santa Sede
di svolgere un efficace ruolo di mediazione. Paradossalmente, malgrado
l'applicazione del Papa, i tentativi della diplomazia pontificia durante la
seconda guerra mondiale ebbero forse esiti ancora inferiori a quelli otte-
nuti durante il conflitto precedente mentre le polemiche intorno alla figu-
ra del Papa furono, a guerra finita, ancora maggiori.
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