Page 114 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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zione in chiave favorevole agli interessi americani. Questo episodio rien-
               trava nel quadro complessivo dei rapporti tra il Vaticano e gli americani,
               in particolare tra  Pio XII  e  il  presidente Roosevelt,  generalmente buoni
               per tutto il periodo della guerra. In effetti Pio XII aveva permesso all'epi-
               scopato americano di appoggiare la politica di Roosevelt e in particolare
               l'alleanza con l'U.R.S.S.,  anche se  verso di essa la Santa Sede manteneva
               una viva  diffidenza.  Ciò  aveva  portato  ad un convinto  inserimento  dei
               cattolici nell'opinione pubblica americana che sosteneva la guerra contro
               l'Asse. Nel corso del 1942 una conferma della bontà dei rapporti vaticano-
               americani  doveva  venire  dalla  vicenda  del  ristabilimento  delle  relazioni
               diplomatiche tra la  Santa  Sede  e  il Giappone.  Pur controbilanciata dal-
               l' offerta di stabilire relazioni diplomatiche con la Cina di Chiang Kai-shek,
               l'avvenimento segnava un punto a favore  delle potenze dell'Asse. Le  rea-
               zioni negli Stati Uniti furono dapprima particolarmente negative.  Anche
               il delegato apostolico Vagnozzi segnalò in Vaticano l'inopportunità di pro-
               cedere a questo riconoscimento durante la guerra. Ma Roosevelt in perso-
               na intervenne per spiegare che la Santa Sede non poteva rifiutare l'offerta
               e che doveva pensare alla tutela degli interessi cattolici nel dopoguerra nel-
               l' area  dell'Estremo  Oriente.
                    Grande attenzione fu  dedicata anche  dalla  stampa  inglese  al radio-
               messaggio del Natale 1941, ma solo il Times riassunse i cinque punti pre-
               sentati da Pio XII quale base per il futuro ordine mondiale. Negli ambienti
               politici inglesi  il giudizio fu  piuttosto critico.  Il differente atteggiamento
               degli americani e degli inglesi rifletteva soprattutto posizioni precedente-
               mente maturate e solo in parte un'effettiva reazione allo specifico  conte-
               nuto  del  radio messaggio.  Tra  Santa  Sede  e  Gran  Bretagna  non c'erano
               rapporti altrettanto buoni di quelli intercorrenti tra il Vaticano e gli Stati
               Uniti. Da parte inglese si rimproverava alla Santa Sede un eccesso di pru-
               denza  verso  l'Italia  e la  Germania.  Si  criticava  il Vaticano  per i  legami
               troppo stretti con l'Italia e per i silenzi nei  confronti delle  atrocità com-
               messe dai tedeschi.  A sua volta la Santa Sede risentiva di un generale at-
               teggiamento di perplessità verso gli inglesi, la cui cultura e la cui mentalità
               venivano considerate troppo lontane dalla sensibilità cattolica. Nel corso
               del  1942 alcune vicende particolari accrebbero gli  attriti tra Vaticano e
               Gran Bretagna, come quelle relative ai missionari in Abissinia e a Geru-
               salemme.
                    Anche da parte italiana il radiomessaggio del  1941 provocò una se-
               rie di malumori. Mussolini e i suoi collaboratori erano anzitutto convinti


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