Page 118 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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mobilitazione bellica. Le polemiche di Mussolini contro la politica del Va-
                ticano erano in questo senso parzialmente.sfuocate. In ogni caso le tensio-
                ni tra il Vaticano e l'Italia rimasero sempre piuttosto circoscritte. Bastarono
                alcuni passi diplomatici della Santa Sede per ottenere presto da Mussolini
                segnali  distensivi.

                     Più problematico appare invece,  all'inizio del  1942, il rapporto tra
                la  Santa Sede e la Germania, assai meno ravvicinato e cordiale di quello
                che intercorreva con l'Italia dopo il  1929. In Vaticano giungeva  per vie
                tortuose un documento di Martin Bormann, Segretario Generale del par-
                tito nazionalsocialista e soprattutto, secondo il Nunzio a Berlino, Orseni-
                go, ascoltato consigliere di Hitler. Il documento, riservatissimo, tracciava
                le linee della politica religiosa del Reich dopo la guerra, prevedendo l' abo-
                lizione di tutte le  religioni,  esclusa una sorta di  religione nazionale nazi-
                sta.  L'autenticità del documento venne messa in dubbio, ma in Vaticano
                fu comunque ritenuto attendibile o almeno il suo contenuto fu  considera-
                to corrispondente alle reali intenzioni naziste.  Queste notizie suscitarono
                evidente preoccupazione nello stesso Pio XII, che prese in considerazione
                l'ipotesi di eventuali gesti di ostilità tedesca contro la Santa Sede e la sua
                persona.
                     Negli stessi mesi, cominciarono intanto a giungere notizie di una si-
                tuazione di crescente difficoltà in Germania. I Nunzi di vari paesi euro-
                pei  comunicarono  in Vaticano  notizie  riguardanti  una certa  stanchezza
                dei Comandi Militari tedeschi, sempre più insofferenti per la conduzione
                della guerra imposta da Hitler. Ma soprattuttogrande attenzione raccolse
                in Vaticano la notizia segnalata dal Delegato Apostolico ad Istanbul, mon-
                signor Roncalli,  circa  contatti  avuti  con  l'ambasciatore tedesco  von  Pa-
                pen, noto anche in Vaticano per la sua fede cattolica. Questi aveva segnalato
                a Roncalli l'opportunità che la Santa Sede prendesse l'iniziativa per un'a-
                zione  di pace, garantendo l'interesse del  Governo tedesco  per un'azione
                di questo genere. Le notizie inviate dal Nunzio furono accolte con un cer-
                to scetticismo in Vaticano, ma comunque considerate con attenzione.  La
                fiducia di Roncalli nella sincerità di von Papen venne considerata proba-
                bilmente eccessiva. Tuttavia le informazioni vennero vagliate e soprattutto
                si  accettò, come suggerito da von Papen e Roncalli,  di  ricevere il barone
                Lersner a Roma. Il 22 maggio questi incontrava il cardinale Maglione cui
                rinnovava l'invito perché la Santa Sede prendesse concrete iniziative di pace.
                     Nell'ottobre successivo si  aggiunsero  altre  notizie  da parte tedesca.
                Il generale  Hadler,  Capo di Stato Maggiore dell'Esercito tedesco,  faceva
                giungere attraverso la Svizzera sollecitazioni per iniziative di pace promosse


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