Page 120 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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lasciati insoluti da Versailles, Conferenza di Pace da cui la Santa Sede era
stata esclusa per la volontà italiana. Risolta la questione romana ogni osta-
colo ad una partecipazione della Santa Sede ad una conferenza internazio-
nale era ormai rimosso e tale partecipazione sembrava a Pio XII e al
cardinale Maglione estremamente opportuna per garantire una pace equa
e possibilmente stabile.
La questione si ritrova anche al centro dell'avvenimento forse più im-
portante dell'anno per quanto riguarda l'attività della diplomazia vatica-
na: la visita a Roma del rappresentante personale di Roosevelt, Myron
Taylor. Questa visita, rappresentò probabilmente anche una risposta al-
l' offensiva diplomatica tedesca. Roosevelt intendeva infatti garantirsi con-
tro eventuali iniziative di pace sostenute dalla Santa Sede. Già in agosto
l'incaricato d'affari americano in Vaticano, Tittman aveva avvertito il Pa-
pa della volontà alleata di non accettare nessuna proposta di pace dal ne-
mico. E l'elemento culminante della prima udienza avuta da Myron Taylor
con il Papa è rappresentato proprio dall'informazione che gli Alleati non
avrebbero accettato nessuna pace di compromesso ma solo la resa incon-
dizionata dell'avversario. Myron Taylor ebbe modo di presentare questo
orientamento, maturato tra gli Alleati nel corso del1942 che sarebbe sta-
to reso definitivamente pubblico più tardi a Casablanca, in chiave soprat-
tutto morale, cercando di attirare il consenso del Papa. Ma la sostanza
politica dell'informazione non sfuggì certamente a Pio XII.
"L'immediata reazione di Sua Santità alle chiare definizioni dell'atteg-
giamento americano è stata quella di una sorprendente soddisfazione, di
immediata e felice risposta, e la ripetizione, parecchie volte, da parte di
Sua Santità, delle parole relative al fatto che l'America non accetterà un
compromesso ma continuerà la guerra finché non avrà raggiunto la vittoria''.
È forse possibile dubitare della felicità del Papa e del totale consenso
di Pio XII verso le posizioni Alleate. Esse infatti precludevano la possibili-
tà di un intervento di mediazione della Santa Sede come quello ipotizzato
sulla base delle sollecitazioni di von Papen e di altri. Mettevano cioè fine
ad ogni possibilità di intervenire nel corso della guerra per giungere ad
una pace diversa da quella decisa dal puro equilibrio delle armi. In ogni
caso, la diplomazia vaticana cominciò con prontezza a prendere in consi-
derazione il nuovo scenario che veniva delineandosi, anche se non ancora
del tutto convinta dell'ipotesi di una vittoria certa e totale sostenuta con
sicurezza da Myron Taylor.
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