Page 125 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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LE INCERTEZZE DELLA SPAGNA
ALDO ALBÒNICO
1112 febbraio 1942 Francisco Franco, Capo del Governo e dello Sta-
to spagnolo, si incontrò a Siviglia con il Responsabile del Governo porto-
ghese, Antonio Oliveira Salazar, anglofilo in politica estera nonostante le
inclinazioni nazionaliste e autoritarie. Tali consultazioni furono accolte con
molta soddisfazione in Gran Bretagna e - secondo quanto ebbe a tele-
grafare l'Ambasciatore spagnolo a Londra, duca d'Alba O l - vennero in-
terpretate come la prima manifestazione pubblica di una presa di distanze
dall'Asse.
Franco, tuttavia, prima di lasciare la città andalusa pronunciò, il giorno
14, un discorso decisamente filotedesca. Nel passo cruciale affermava, in-
fatti, che sbagliava quella parte del mondo (si legga, gli Alleati) impegnata
a distruggere l'antemurale che da tempo si opponeva alle orde russe e di-
fendeva la civiltà occidentale (cioè, la Germania): la Spagna stava conti-
nuando la propria lotta contro il comunismo con una divisione di com-
battenti volontari ma, se le forze nemiche un giorno si fossero aperte la
strada verso Berlino, un milione di spagnoli sarebbero accorsi in difesa (2)_
L'episodio ben riassume la condotta del Caudillo durante la seconda
guerra mondiale, il cui elemento di fondo - presente, in parte, anche suc-
cessivamente - fu l'ambiguità.
L'atteggiamento della Spagna durante il cruciale anno 1942 non può
comprendersi senza risalire - almeno in breve - agli anni immediata-
(l) Cfr. B. Crozier, Franco historia y biografia, Madrid, 1969, II, p. 100-101 (ed. orig.
Franco: a biographical History, London, 1967).
(2) Cfr. la raccolta dei discorsi di Franco, Palabras del Caudillo, Madrid, 1943, p. 204.
Il passo è riportato anche in Luis Suarez Fernandez, Francisco Franco y m tiempo, Ma·
drid, III, 1984, p. 320-321.
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