Page 127 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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Diversa, in genere, è l'opinione degli storici non di destra. Se si pren-
          dono in esame tanto la storiografia apertamente marxista- non sempre
          disposta allo studio documentato della politica estera < 7>- quanto quella
          di ispirazione liberaldemocratica, si  trova un giudizio per lo  più simile.
               All'interno di questa seconda tendenza, per esempio, Manuel Espa-
          das  Burgos  ritiene esistano  prove sufficienti  a  sostenere che  se  gli  italo-
          tedeschi avessero accettato, anche soltanto sulla carta, gli ingenti compen-
          si territoriali in Africa richiesti da Franco, la Spagna si sarebbe sommata
          al conflitto nel  1940; d'altro canto, la "non  belligeranza spagnola"  dal giu-
          gno  1940 all'ottobre 1943 -  la Spagna mutò il proprio status parallela-
           mente al corso della guerra guardando specie alla posizione dell' Italia-
          deve  essere  collocata  nel contesto  coevo,  quando  nessuno  Stato europeo
          ufficialmente neutrale poté rimanere davvero tale < 8 >.  Il panorama, comun-
          que, è variegato, e anche all'interno della storiografia che guarda con sim-
           patia alla  figura  di  Franco  e  al  suo  regime  non  mancano  posizioni  leg-
          germente divergenti (9),  mentre parte della memorialistica ammette che il
           Caudillo era disposto a sommarsi al conflitto nel momento in cui l'Asse
           avesse  accolto  le  richieste  spagnole oo>.
               La questione è in verità complessa e risulta difficile esporne le coor-
           dinate in poco tempo. È indispensabile ricordarne le principali scansioni.
           Alla vigilia della conclusione della guerra civile, il 27 marzo  1939, il Go-
           verno spagnolo aveva aderito al Patto Anticomintern; il successivo 8 mag-
           gio la Spagna uscì dalla Società delle Nazioni.  L'attacco tedesco,  seguito
           da quello  sovietico,  alla  cattolica Polonia non trovò  tuttavia consensi in
           un regime che cercava di caratterizzarsi ideologicamente per fedeltà alla



            (7)  Un discreto spazio, tuttavia, vi  dedica Ram6n Tamames,  La Republica.  La Era  de
               Franco,  Madrid,  1974 (l a  ed.,  1973).
            (8)  Manuel Espadas  Burgos,  Franquismo  y polltica  exterior,  Madrid,  1988,  p.  90-133.
            (9)  Un altro conosciuto storico  profranchista articola l'analisi  in modo  non identico
               a Suarez Fernandez, ma alla fine conferma la tradizionale versione di Franco salva-
               tore della patria, grazie alla resistenza opposta alle pressioni di Hitler. Cfr. Ricardo
               de  la  Cierva,  Hendaya.  Punto fina!,  Barcelona,  1981,  p.  139 sg.
           (10)  Al riguardo si segnalano le rivelazioni compiute da Ram6n Serrano Suiier nel  1977
               (cfr.  più avanti). Pure l'antico corrispondente spagnolo da Berlino, Ram6n Garri-
               ga,  avalla  l'iniziale intenzione  di  entrare in guerra:  cfr.  La Espana  de  Franco.  Las
               relaciones con  Hitler,  vol.  I,  Madrid,  1977, p. 154 sg.  (la prima edizione del volume
               aveva per titolo Las relaciones secretas entre Franco y Hitler,  Buenos Aires,  1965) e id.,
               Franco-Se"ano  Suner.  Un  drama polltico,  Barcelona,  1986,  p.  71  e passim.


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