Page 130 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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Torno, con tale nota, agli avvenimenti del periodo in esame. Nell'a-
gosto 1940 Franco, all'Ambasciatore tedesco che tornava a sollecitarlo per
l'immediato ingresso nelle ostilità e l'attacco a Gibilterra, rispose che la
Spagna non desiderava altro, ma non lo poteva fare senza garanzie sugli
ingrandimenti territoriali richiesti in Africa e sulla somministrazione di
ingenti rifornimenti: anche con ciò la Spagna non era in grado di affron-
tare una lunga lotta e, quindi, si sarebbe sommata alla guerra soltanto do-
po che i tedeschi fossero sbarcati in Inghilterra.
In seguito, tanto Franco quanto, con qualche variante e sfumatura,
i suoi ministri degli Esteri si attennero altre volte a tale copione. Al ri-
guardo bisogna ricordare che Beigbéder venne congedato il 18 ottobre
1940 < 15 > e sostituito dal cognato del Caudillo, Ramòn Serrano Surìer.
Questi, già Ministro degli Interni, era considerato ben disposto verso l'Asse,
e come una virata verso gli italo-tedeschi fu interpretata la sua nomina < 1 6>.
Tuttavia, pochi giorni dopo, sia Franco sia Serrano Suiìer di nuovo ave-
vano modo di prender tempo nell'incontro con Hitler, e con il suo Mini-
stro degli Esteri, Joaquim von Ribbentrop, sul confine della Francia
occupata, a Hendaye. Di tale colloquio (23 ottobre 1940) non rimane al-
cun documento dettagliato: esso terminò in ogni caso con un nulla di fatto
e con grande molestia da parte del Fiihrer, il quale, come.è noto, affermò
che, piuttosto che incontrarsi di nuovo con il Capo della Spagna, avrebbe
preferito farsi strappare qualche dente. Rimane controverso se a Hendaye
(15) Si disse che la ragione del congedo era da imputarsi alle sue inclinazioni neutraliste
e per essersi spinto troppo oltre nel negoziare rifornimenti nordamericani. Pure
circolò la voce che una sua amante lavorasse per i servizi segreti statunitensi.
(16) Al pari della più generale questione della neutralità spagnola, controversa risulta
anche l'effettiva simpatia di Serrano Suiier - il quale proveniva dalle fila del par-
tito cattolico conservatore della CEDA - per l'Asse. Il suddetto non era amato
dagli Alleati, ma neppure dai tedeschi. Nel suo primo libro post factum negò di aver
mai voluto entrare in guerra (si veda Entre Hendaya y Gibraltar. Noticia y reflexùfn,
frente a una leyenda, sobre nuestra poltUca en dos guerras, Madrid, 1947); tuttavia, nel
volume di memorie edito dopo la morte di Franco, Entre el silencio y la propaganda,
la historja como fue. Memorias, Barcelona, 1977, p. 283 sg. (trad. it. La politica estera
spagnola dalla guerra civile spagnola alla seconda guerra mondiale, Roma, 1979), rettificò
la reticente versione data a suo tempo affermando che tanto lui quanto il Caudillo
avrebbero acconsentito alla guerra se Hitler e Mussolini avessero accolto le richie-
ste spagnole. Sempre in merito alla posizione dell'antico ministro degli Esteri si veda
pure Heleno Sana, El franquismo sin mitos. Conversacione.r con Serrano Suiier, Barcelo-
na, 1982, p. 170 e passim.
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