Page 135 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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Dopo che le truppe dell'Asse ebbero occupato la Francia di Vichy
nonché la Tunisia, il Governo di Madrid procedette a richiamare in servi-
zio tre classi e a rafforzare le difese pireneiche. Le precauzioni non erano
vane perché, in caso di ingresso degli Alleati nel territorio spagnolo, l'or-
dine dato da Hitler il 19 novembre era di far convergere su Valladolid
parte delle divisioni tedesche operanti in Francia: per fortuna degli spa-
gnoli, né l'una né l'altra invasione si verificò. La Reapolitik di Madrid giunse
subito dopo a permettere il funzionamento ufficioso di un rappresentante
della Francia Libera all'interno dell'ambasciata statunitense, allegando la
necessità di mantenere i contatti con il Marocco e l'Algeria francesi < 27 l.
Gli spagnoli posero fine alla propria occupazione di Tangeri cercan-
do di nascondere quanto umiliante fosse quella ritirata. Franco cercò da
allora di diversificare ancor di più la propria politica estera: nel dicembre
1942 firmò una precisa intesa con lo statista che egli ammirava, Oliveira
Salazar, e si ebbe la costituzione formale del "Blocco Iberico" in vista del-
mantenimento dello status quo. Ovviamente, a moderare le propensioni di
Madrid contribuirono assai anche gli scacchi subiti dall'Asse a el-Alamein
e a Stalingrado.
In conclusione, il1942 si rivelò un anno cruciale per la Spagna. Alla
fine di quell'anno, infatti, svanì definitivamente la possibilità che il Paese
iberico si sommasse al conflitto. Soltanto un'imprudente estensione delle
operazioni militari anglo-americane alla parte del Marocco sottoposta al
protettorato spagnolo - estensione che non era l'ipotesi preferita del ge-
nerale Dwight D. Eisenhower < 28 ) - o un'ancora più azzardata invasione
della penisola iberica da parte di Hitler avrebbero potuto cambiare di nuovo
il corso degli avvenimenti. Nel dicembre 1942 e poi nel gennaio successi-
vo i tedeschi cercarono di aggirare la prudenza di Jordana e di Franco
agendo sul militare già Comandante della Divisirfn Azul, il generale Agu-
stìn Muiioz Grandes, e, a livello di partito, sul Ministro-segretario del Mo-
vimento, ]osé Luis Arrese, ma senza successo. Il 29 gennaio 1943 Franco
espresse all'Ambasciatore germanico che la Spagna si sarebbe difesa con-
(27) Analoghi motivi vennero allegati l'anno successivo, in occasione della crisi italiana,
per stabilire rapporti ufficiosi con la Repubblica Sociale dopo aver deciso di man-
tenere relazioni ufficiali con il Governo monarchico del maresciallo Badoglio: sul
tema, cfr. Aldo Alb6nico, "La Spagna tra Badoglio e Mussolini", cit., p. 234 e sg.
(28) Il Comandante Supremo Alleato considerava importantissimo mantenere gli spa-
gnoli neutrali. Cfr. al riguardo il volume Crusade in Europe delle memorie di Eisen-
hower (trad. it. Crociata in Europa, Milano, 1949, p. 125-127) ..
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