Page 133 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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gioco  nello  sventare la  minaccia germano fila < 22 l,  al pari di  quelle  di  dif-
            ferente segno, ma eguale obiettivo, organizzate sia dai monarchici di'ispi-
            razione liberale moderata in seno al regime sia dagli 'esiliati repubblicani.
            L'arrivo di un nuovo Ambasciatore statunitense a Madrid nel giugno, Cari-
            ton]. H. Hayes -   uno studioso di storia cattolico che conosceva il casti-
            gliano  -, migliorò  notevolmente  i  rapporti  con  Washington;  probabil-
             mente, Franco iniziò allora a riorientare la propria attenzione, per quanto
             riguardava il campo dei paesi liberaldemocratici, dal Regno Unito alla Po-
             tenza  nordamericana < 2 3l.
                 L'evoluzione del conflitto -  sconfitte giapponesi a  Midway e Gua-
             dalcanal nel giugno-luglio, ed empasse dell'Asse a el-Alamein e Stalingrado
             -  si  intrecciò  altresì  ad  acute lotte  di  potere,  ulteriore  importaqte  ele-
            mento che condizionò più impegnative scelte di  Franco in politica inter-
             nazionale.  Sul piano interno,  infatti,  continuava la  sorda battaglia tra le
             diverse tendenze del regime:  falangisti della prima ora e falangisti annac-
             quati da Franco, monarchici alfonsini e monarchici carlisti,  cattolici che
            guardavano soprattutto all'episcopato e alla Santa Sede, tutti riuniti a for-
             za  dal  1937 nella Falange  Espaiiola  Tradicionalista y de  lasjuntas de  Ofensiva
             Nacional-Sindicalistas (partito unico più semplicemente chiamato Movimiento)
             ma ostili  l'uno  all'altro.  Episodi di  rilievo  furono  l'avvio  di  costituzione
             di  un Parlamento  non di  origine liberale bensì  corporativo e  consultivo
             (Cortes unicamerali) e, soprattutto, i sanguinosi incidenti tra falangisti e mo-
             narchici tradizionalisti verificatisi nell'agosto 1942 nei Paesi Baschi in oc-
             casione  di  una  cerimonia  religiosa.  L'accaduto  decise  Franco  a  operare
             decisivi cambi ministeriali, ed ebbe fine  allora la carriera politica di Ra-
             m6n Serrano Suiier, sostituito il  3 settembre, al vertice del Ministero de-
             gli Esteri, da Francisco G6mez, conte diJordana y Souza. Benché il cambio
             si dovesse a ragioni legate più alla politica interna che a quella estera, esso
             fu  ben accolto dagli Alleati,  e male  dall'Asse,  per essere Jordana monar-
             chico  e  anglofilo (24).



             (22)  L'imprudenza di alcuni diplomatici del Reich facilitò l'opera. Cfr.José Maria Dous·
                 sinague,  Espaiìa  tenta  razrfn,  cit.,  p.  128-131.
             (23)  Appaiono rivelatrici  le  memorie di  Carlton]. H.  Hayes,  Wartime  mission  in  Spain,
                 1942-1945,  New York,  1945,  nonché quelle del  suo  collega  britannico a  Madrid:
                 Samuel Hoare, Ambassador on  special mission,  London,  1946 (trad.  it.  In  missione spe-
                 ciale,  Milano,  1948).
             (24)  Tale fu  anche il giudizio di Galeazzo Ciano in data 4  settembre  1942: cfr.  Diario,
                 cit.,  p.  648.



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