Page 137 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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LA  POLITICA ITALIANA
                           VERSO  IL  MONDO ARABO<*)







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                 Se  è vero,  come  ha  sostenuto  il  professar D'Amoja  nell'introdurre
            i lavori di questa sessione, che il  1942 fu  l'anno che segnò il ritorno alla
            ribalta della  "politica" intrecciandosi, come mai era successo prima, con
            gli avvenimenti bellici, bisogna allora affermare che, per quanto riguarda
            le  relazioni  dell'Italia  (e  della  Germania)  coi  paesi  arabi  e  islamici,  tale
            politica evidenziò una serie di debolezze,  incertezze e contraddizioni che
            non potevano non riflettersi  negativamente sull'azione militare delle  Po-
            tenze  dell'Asse  nello  scacchiere  mediorientale.
                 Dopo l'annessione dell'Etiopia e la proclamazione dell'Impero, Mus-
            solini cercò  di impostare una strategia di  politica  estera verso  il  mondo
            arabo che,  facendo  leva  sul diffuso  sentimento anticoloniale,  e  in  specie
            antibritannico, delle masse arabe, consentisse all'Italia di assumere un ruolo
            più dinamico in un settore,  quello del Mediterraneo orientale,  in cui l'e-
            spansionismo  fascista  era  in grado di  individuare  una direzione  privile-
            giata.  In  particolare,  si  puntarono gli  occhi  sull'Egitto  che  non solo  era
            all'epoca il paese economicamente e culturalmente più evoluto del Medio
            Oriente,  ma i cui legami  storici  con l'Italia  erano tradizionalmente pro-
            fondi e assidui.  Colui che diventerà il primo Re dell'Egitto "indipenden-
            te",  Fwid,  aveva  studiato  all'Accademia  militare  di  Torino.  La  colonia
            italiana  in  Egitto  era la  seconda per entità  numerica e la  collaborazione



            (*)  Le idee e le argomentazioni principali di questo saggio sono state oggetto di un semi·
               n ari o da me coordinato nell' a.a.  1991·1992 presso la cattedra di Storia Contempo-
               ranea della Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Milano (titolare, professor
               Romain H. Rainero). Sono perciò grato alla fattiva collaborazione degli studenti che
               hanno con entusiasmo partecipato ai  lavori  seminariali,  consentendomi di  affinare
               la  mia  interpretazione.


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