Page 129 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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limitata industria. Altresì, la guerra guerreggiata avrebbe determinato pro-
           babilmente l'occupazione delle Canarie da parte della Gran Bretagna, com-
           plicazioni in Marocco, e fors'anche lo sbarco laggiù di forze inglesi e della
           Francia  Libera.  Inoltre,  le  Autorità spagnole  facevano  attenzione  a  non
           opporsi frontalmente ai tedeschi, per il timore che costoro fossero  tentati
           di  ripetere  -  sperando  in  un maggior  successo  -  l'esperienza  di  Na-
           poleone.
                L'ingresso nella  penisola iberica, anche senza il consenso di Franco,
           di forze della  Wehrmacht avrebbe permesso di conquistare Gibilterra e di
           chiudere a doppia mandata ai britannici tutto il continente europeo; tale
           piano avrebbe con ogni probabilità comportato la  sostituzione del Gene-
           ralìsimo  con  una  personalità locale  più malleabile.

                Elusiva, tuttavia, risulta la tesi di Suarez Fernandez su alcuni punti,
           così come appare per lo  meno curioso che essa insinui che il Governo di
           Madrid fosse incapace di controllare la stampa -  pressoché in toto  smac-
           catamente favorevole all'Asse- o che in una cornice di libertà avvenisse-
           ro  le  manifestazioni  di  propaganda  in  favore  della  rioccupazione  di
           Gibilterra, le  sassate contro l'ambasciata della  Gran Bretagna, ecc.  Pure
           risulta riduttivo credere che davvero Franco -  un militare "africanista"
           -  rinunciasse preventivamente a ogni annessione nell'area; senza un qual-
           che avallo ufficiale,  del resto,  non si  sarebbe potuto pubblicare nel  1941
           un volume più che revisionista, nel quale erano riassunte tutte le propen-
           sioni di espansione "imperiale"  della  Spagna nazionalista 0 4 ).  Bisogna al-
           meno ammettere che l'azione diplomatica spagnola si  presentava ondeg-
           giante perché orientata a  tenersi aperte tutte le  possibilità a  seconda dei
           cangianti sviluppi del panorama internazionale, il che, data la situazione,
           era ben comprensibile. Sta di fatto che sino alla fine  del  1941, ma anche
           oltre, il Governo di Churchill considerò la Spagna un nemico potenziale.

                Viceversa,  ancora  nel  campo  delle  ragioni oggettive  che  rendevano
           difficile un efficace intervento nel conflitto stavano le condizioni delle Forze
           Armate spagnole. Franco le sparava grosse parlando di due milioni di baio-
           nette mentre, secondo analisi tedesche, nell'agosto 1940 l'Esercito del Cau-
           dillo  contava  soltanto  su  340.000  uomini,  ripartiti  in  2 5  divisioni  mal
           armate.



           (14)  José Maria de  Areilza-Fernando Maria Castiella, Reivindicaciones de  Espaiia,  Madrid,
               1941. Entrambi gli autori furono in seguito, in periodi successivi, Ministri degli esteri.


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