Page 131 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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la Spagna aderisse segretamente o meno al T ripartito 0 7>;  il protocollo re-
            datto dagli  spagnoli  ad  Ayete  si  limitò  a  registrare l'intenzione di  som-
            marsi alla guerra una volta che fossero  state risolte le  difficoltà sollevate
            da Germania e Italia all'accoglimento delle loro rivendicazioni territoriali
            e  la  situazione  interna  iberica e  quella  generale  lo  avessero  permesso.
                 È noto  che  Hitler,  preferendo l'alleanza  della  Francia a  quella  spa-
            gnola, non poteva scontentare le Autorità di Vichy con amputazioni terri-
            toriali;  altresì,  il  Reich  intendeva  riservare  a  sé  parte  dell'Africa  nord-
            occidentale. Analoga, seppure in base a riserve e ambizioni differenti, era
            la posizione di Mussolini 0 8 l.  La freddezza  dell'Asse verso le ambiziose pre-
            tese spagnole in Africa prima (da parte di Hitler si ammise senza incertez-
            ze  la  cessione  della  sola  Gibilterra,  mentre  Ciano  si  spinse  a  vaghe  as-
            siCurazioni sul Marocco 09l), e poi il rapido venir meno della prospettiva
            di una pronta conclusione del conflitto, attenuarono gli entusiasmi bellici-
            sti di Franco, ammesso li avesse mai avuti < 20 l.  Il  12 novembre 1940 Ser-
            rano Suiìer a Berchtesgaden ricevette quasi un ultimatum per l'ingresso in
            guerra della  Spagna accompagnato da quello  delle  truppe tedesche  nella
            penisola, in modo da dare inizio nel gennaio  1941 al piano "Felix" con-
            tro Gibilterra < 2 0. La Spagna, però, di nuovo sfuggì alle pressioni germa-
            niche; anche perché i rovesci italiani in Grecia, in Cirenaica e a Taranto
            contribuirono a  distogliere l'attenzione dalla  penisola  iberica.  Franco  si
            sottrasse pure ai più blandi inviti di Mussolini allegando crescenti richieste



            (17)  Suarez  Fernandez (Francisco  Franco  y su  tiempo,  cit.,  III,  p.  183) lo  nega,  ma senza
                confrontarsi davvero al riguardo. Diverso è il giudizio di Manuel Espadas Burgos,
                Franquismo  y politica  exterior,  ci t.,  p.  11 7.
            (18)  Per la posizione italiana, ovvio il rimando agli  scritti di  Galeazzo Ciano, tanto al
                 diario edito nel1946 (poi ripubblicato a cura di Renzo De Felice, Diario 1937-1943,
                 Milano, .1980) quanto alle note e agli incontri verbalizzati in L'Europa verso la cata-
                 strofe.  184 colloqui con  ... , Milano, 1948. Sul tema ora è disponibile la documentatis·
                 sima opera diJavier Tusell- Genoveva Garda Queipo de Llano, Franco y Mussolini.
                 La politica  espaiiola  durante  la  seconda  guerra  mundial,  Barcelona,  198 5.
            (19)  Per alcuni giudizi tedeschi e italiani in merito alla condotta spagnola, pronunciati
                 nel  settembre-ottobre  1940,  cfr.  Galeazzo  Ciano,  Diario,  cit.,  p.  467-469.
            (20)  Franco -va ricordato -  cercò spesso un'intesa diretta con il Capo dell' Etat Fran·
                çais,  maresciallo Pétain. Sul tema, una delle prime testimonianze fu quella dell'am-
                 basciatore  François  Pietri,  Mes  années  d'Espagne,  1940-1948,  Paris,  1954.
            (21)  Un'esposizione dei diversi piani della Germania (Felix, Isabella, Gisela, Ilona, ecc.)
                e  degli  Alleati  riguardanti la  Spagna  si  trova  in Antonio  Marquina,  Espaiia  en  la
                politica  de  seguridad occidental  1939-1986,  Madrid,  1986,  p.  41-94.


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