Page 221 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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1942 < 26 l:  a  conferma che  anche  tra i  fascisti  vi  era  chi meditava sull'as-
            setto  del  dopoguerra,  nazionale  e  mondiale.  Agli  azionisti  non sfuggiva
            comunque la drammatica contraddizione nella quale si trovavano i demo-
            cratici.  In primo luogo  essi  erano  costretti  ad  augurarsi  la  sconfitta  del
            regime che, per risultare più rapida e completa, doveva passare attraverso
            quella, quanto più rovinosa e quindi repentina, del proprio Paese: distru-
            zioni e lutti compresi. Fatalmente tenuti a confidare amaramente nel suc-
            cesso delle armi formalmente nemiche dell'Italia e ad angosciarsi per ogni
            pur sofferta affermazione di quelle nazionali, quei democratici non si  na-
            scondevano  l'altro  equivoco  che  la  dilatazione  e  il  prolungamento  della
            guerra andavano  accrescendo  ed  esasperando < 27 l.  Gli  accordi  tra  anglo-
            americani e russi comportavano non solo una formale sospensione di giu-
            dizio degli  occidentali  nei  riguardi del comunismo sovietico bensì deter-
            minavano un'apertura di credito grazie alla quale l'U.R.S.S. era a tutti gli
            effetti inclusa tra i campioni della democrazia. Per quanto distorta e falsa,
            tale ammissione aveva conseguenze concrete- a cominciare dai massicci
            aiuti  bellici  accordati  all'Unione  Sovietica  -  destinate  ad accrescere  la
            confusione quanto più il suo impegno bellico fosse risultato d'importanza
            vitale  per l'esito  finale  del  conflitto.


            Il primato del fronte bellico sovietico e  le sue conseguenze politiche

                 La  seconda metà del  1942 comportò rivolgimenti che pesarono non
            solo sui successivi tre anni di guerra ma anche -  e durevolmente -  sul
            mezzo secolo seguente. Ad accelerare tale processo fu la mozione di sfidu-
            cia contro il premier britannico Churchill, presentata alla Camera dei Co-
            muni il  2 luglio  1942, accompagnata dalla  richiesta di porre un militare



            (26)  Istituto  Nazionale di  Cultura Fascista,  Primo  convegno  nazionale dei  gruppi scientifici,
                Roma, 23-26 novembre 1942, XXI E.F. Il tema  "Idea dell'Europa" (resoconto steno-
                grafico).  Bozze  di  stampa riservate per i  collaboratori dell'I.N.C.F., Roma s.  ed.,
                1943.  È emblematico  che  tale  convegno  come  quello  per  lo  studio  dei  problemi
                economici dell'Ordine Nuovo,  tenuto a  Pisa  nel maggio  1942, abbia avuto luogo
                quando ormai il regime era al crepuscolo. Esso sta a indicare, nondimeno, una ma-
                turazione  di  consapevolezza,  che  concorse  a  determinare l'iniziativa  dei  gerarchi
                quali Giuseppe Bottai, Dino Grandi, lo stesso Luigi Federzoni per superare il "mus-
                solinismo".
            (27)  Tra i più acuti documenti della lacerazione intima degli animi dinanzi al problema
                della necessità della sconfitta dell'Italia per la  sua stessa rinascita v.  Dino Giacosa,
                Tesi partigiana,  Cuneo, L'Arciere,  1982 (2"  ed.,  Genova,  1946) e Edoardo Sogno,
                Fuga  da  Brindisi,  pref.  di A.  A.  Mola,  Cuneo,  L'Arciere,  1990.


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