Page 218 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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cioè contro la miscela di socialriformismo e di "dec-repito mondo democratico"
                 il  cui  crollo  "!ungi  dall'essere  una  disgrazia  è unà liberazione" < 2 3>.
                     Malgrado tutto e proprio in contrasto con il supposto catastrofismo
                 antidemocratico  dei  De Man,  Nenni  osservava  che:

                        ''il torto di molti giovani fu  di non  vedere che la critica della democrazia
                        parlamentare (cioè di una forma particolare e borghese della democrazia)
                        serviva ai neoriformisti esattamente come  ai fascisti per attaccare le  basi
                        della  democrazia,  cioè  l'espressione  della  volontà popolare".

                     E  concludeva:

                        ''Noi vogliamo che la democrazia faccia  un passo  avanti e da formale si
                        trasformi in sostanziale,  ma siamo  nello  stesso  tempo fermamente  risoluti
                        a difendere contro la bieca reazione fascista quel tanto di reale democrazia
                        che è nella democrazia parlamentare,  quel tanto di libertà che è nellibera-
                        lismo borghese,  nella convinzione assoluta che le peggiori istituzioni liberali
                        e democratiche borghesi sono  da preferirsi a qualsiasi regime di tipo fasci-
                        sta.  Insomma noi vogliamo andare avanti,  mentre il neoriformismo va in-
                        dietro.  Da ciò  una radicale rottura di ponti.  La rivoluzione italiana per
                        essere duratura dovrà trovare le forme  di una democrazia che sia diretta
                        espressione  della  volontà  del popolo ... ".
                     A parte l'inno conclusivo e rituale "alla democrazia dei Soviet dell'Otto-
                bre  russo"  (che  Nenni sapeva bene quanto  nulla  contassero  nell'U.R.S.S.
                di  Stalin)  in  realtà  a  quel modo  il  leader  socialista  riaffermò  che  per il
                suo partito (a differenza di quanto predicavano i comunisti) "la democra-
                zia parlamentare"  e "illiberalismo borghese"  erano preferibili alla dittatura.
                Si trattava solo di stabilire se la dittatura fosse  monopolio esclusivo della
                destra o non fosse anche (come già si era veduto nella Spagna repubblica-
                 na) la vocazione più propria dei partiti aderenti alla Terza internazionale.


                La "terza via": lenta riorganizzazione dei liberalsocialisti e la nascita
                del Partito d'Azione

                     Anche più nette pregiudiziali erano le riserve anticomuniste radicate
                 nelle file  di quanto rimaneva della democrazia laica o,  come poi si disse,



                (23)  P. Nenni, La battaglia socialista contro il fascismo,  1922-1940 a cura di Domenico Zu·
                     càro, presentazione di Gaetano Arfe, Milano, Mursia, 1977, p. 546 e sg. Sulle oscil·
                     lazioni di Nenni nei confronti del comunismo stalinistico v.  Alberto Giannini, lo.
                     Spia dell'Ovra! ...  Romanzo politico dal taccuino di un fesso,  Roma, Società Editoriale Ita·
                     liana,  s.d.,  voli.  2.


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