Page 215 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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insomma, di "uno dei compiti principali della élite politico-spirituale della  nostra
           nazione",  come E vola  avrebbe  scritto  l'anno  seguente  in  Liberazioni OB).


           Dissenso cattolico tra richiesta della pace e rifiuto del neopaganesimo
           fascista

                Per i cattolici italiani non fascisti il 1942 fu dunque una lunga attra-
           versata del deserto. Nessuno poteva certo negare che la lotta per abbattere
           l'U.R.S.S. rispondesse ai desideri del Pontefice. Non v'era però alcuna cer-
           tezza che il mezzo più idoneo per abbattere la minaccia del materialismo
           ateo fossero i nazisti e che la Chiesa avrebbe tratto sicuri vantaggi dall'al-
           leanza subalterna tra l'Italia fascista,  sempre venata di neopaganesimo, e
           la Germania nibelungica di Hitler, che accompagnava la discriminazione
           razziale alla lotta contro la tradizione religiosa non solo israelitica. Rima-
           nevano pressoché isolate nel forzato silenzio di Alcide De Gasperi, le voci
           di Guido Gonella (Presupposti di un ordine internazionale.  Note  ai messaggi di
           S.S.  Pio XII09>) e del don Primo Mazzolari che, mentre dichiarava Anch'io
           voglio bene al papa < 20>,  prendeva nettamente le distanze dalla tracotanza na-
           zifascista.

                In un paese di quasi trentamila parrocchie e  che contava  centinaia
           di vescovi è certo agevole individuare brani di lettere pastorali, prediche,
           carteggi  privati,  passi  di  bollettini  diocesani  o  altri testi  in  vario  modo
           presentabili come caute riserve nei confronti delle manifestazioni più smac-
           catamente anticristiane della guerra in corso e della parte che vi avevano
           il Governo e/o certi suoi più fanatici sostenitori, in una visione sintetica,
           anche e soprattutto di quanto fu  noto ai contemporanei e che si tradusse
           quindi in fattore della storia in fieri,  va tuttavia sottolineato che nel corso
           del  1942 non si ebbe percezione che il dissenso dei cattolici si stesse cata-
           lizzando in "movimen~i" o correnti organizzate e decise a chiedere, in una
           forma qualsiasi, che l'Italia uscisse dal conflitto e rinnegasse l'alleanza con



           (18)  A proposito del pensatore politico siciliano v.Julius Evola, Monarchia,  aristocrazia,
               tradizione.  Crestomazia di saggi politici dal1929 al  1974 raccolta e curata da Rena-
               to del Ponte con proemio di Rinaldo Orengo, un cenno biografico e un commento
               conclusivo, Sanremo, Ed.  Casablanca ("Mizar"),  1986. Di Evola v.  altresì Saggi di
               dottrina politica,  Genova,  I  Dioscuri,  1989,  a  cura  di  R.  del  Ponte,  2a  ed.
           (19)  G. Gonella, Presupposti di un  Ordine Internazionale.  Note ai messaggi di S.S.  Pio XII.  Cit-
               tà  del  Vaticano,  Civitas  Gentium,  1942.
           (20)  Don P. Mazzolari, Anch'io voglio bene al Papa.  Se ne veda l'edizione con presentazio-
               ne di  Carlo Bellò,  Bologna,  Edb.  1978 (con l'avvertenza che il testo  è  del  1942).


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