Page 213 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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quasi una "guida" per chiunque da sponda cristiana avesse voluto candi-
darsi a subentrare al fascismo nella guida delle sorti di un paese sul quale
incombeva il compito preminente e irrinunziabile di farsi anche interpre-
te della Chiesa cattolica.
Se padre Messineo, il Luigi Mietta di Noi cristiani e la nuova epoca e
il già ricordato Angelo Brucculeri S.J. già guardavano al dopoguerra era
davvero folto il numero di alti prelati e militanti cattolici che nel 1942
accentuarono il "fiancheggiamento" del Governo nazionale, impegnato a
loro giudizio, in una lotta di civiltà, per risolvere quel duello tra Roma
e Mosca sul quale - al di là della verità dei fatti 0 4 > - Mussolini aveva
spesso insistito, proprio per accaparrarsi stabilmente il favore, spesso on-
divago, dei cattolici. Oltre alle "prediche" di Adriano Bernareggi, yesco-
vo di Bergamo; di Giovanni Cazzani (su Il capitale nemico interno. Pastorale
per la Quaresima del 1942); dell'influente Elia Dalla Costa 0 5>, spiccano, al
riguardo, le pagine veementi di Gino Sottochiesa su Il mostro Bolscevico; Orien-
tamenti. Parole chiare agli uomini che pensano, di Domenico Mondrone SJ.
e i Discorsi di circostanza raccolti sotto il titolo Dio e patria 0 6>.
I monarchici e gli evoliani
Un terzo filone sul quale il fascismo mostrò di rinnovarsi e mirare
a una prospettiva di più lungo periodo, oltre il termine del conflitto in
corso, fu quello del suo complesso rapporto con la monarchia: questione
che non può essere ridotta alle occasionali sortite antidinastiche di molti
gerarchi o alle personali manifestazioni di acrédine di Mussolini contro
Vittorio Emanuele III, peraltro ricambiate dalla nota freddezza del sovra-
no, mai veduto fare il "saluto romano".
(14) In Il cono d'ombra: chi armò la mano degli assassini dei fratelli Rosse/li (Milano, SugarCo,
198) Franco Bandini ha messo in evidenza- e largamente argomentato- le rei-
terate conclusioni tra Roma e Mosca nel corso del regime, secondo criteri non con-
tingenti e che ressero anche al di là della dichiarazione di guerra, come poi emerse
dal tempestivo riconoscimento del Governo Badoglio da parte dell'U.R.S.S. nel marzo
1944.
( 15) Del presule fiorentino v. E. Dalla Costa, Che cosa avviene della morale cristiana? Lettera
pastorale per la Quaresima 1941, Firenze, Libreria Editrice Fiorentina, 1941 e Le grandi
lezioni della guerra. Lettera pastorale per la Quaresima 1942, ivi, 1942, come poi Il no-
stro dopoguerra. Lettera pastorale per la Quaresima 1943, Firenze, Vita Cristiana, 1943.
V. altresì Dino del Bo, Il bene comune. Brevi saggi politici, Firenze, 1942.
(16) Con scritti dei mons. Angelo Bartolomasi, Geremia Bonomelli, Antonio Giordani,
Carlo Rusticoni, Torino-Roma, Marietti, 1942.
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