Page 209 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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risalto alla visita del Gran Muftì di Gerusalemme a Mussolini (6 febbraio
            1942) e ad altri  circoscritti,  quanto solo  apparenti,  successi  diplomatici
            enfatizzando le prospettive, talora realistiche, altre volte utopistiche, di am-
            pliamento dell'arco di alleati soprattutto nella guerra contro l'Unione So-
            vietica.


            Il ventennale del Regime e  l"'Ordine Nuovo"

                 Malgrado tutti gli sforzi della propaganda, il  1942 -da tempo atteso
            per replicare, con anche maggior enfasi, i fasti del decennale della Rivolu-
            zione -  segnò il massimo sforzo compiuto dal fascismo, dalla stipula del-
            l'alleanza politico-militare con la Germania nazista, per definire se stesso.
            A  siffatta opera di  sistemazione ideologica  e  programmatica concorsero
            non solo esponenti del regime ma anche forze esterne, sino a quel momento
            in vario modo "fiancheggiatrici" e che ora, proprio in presenza della guerra
            e  in vista  dei  suoi  diversi  possibili  esiti,  avanzando  ipoteche su  natura,
            corso e scopi ultimi del fascismo, miravano a condizionare il dopoguerra.
                 Il maggior impegno per conferire al fascismo caratteri di svolta epo-
            cale nella storia italiana ed europea venne compiuto da Ezio Maria Gray
            con le  Lecturae ducis<3l,  ove ricorrono spunti largamente ripresi l'anno se-
            guente da Stefano Mazzilli in I caratteri e l'originalità della filosofia  del fasci-
            smo < 4 l.  Quanto più si avvicinavano i tempi della  "resa dei conti" (ovvero
            una possibile sconfitta militare, cioé lo scacco proprio sul terreno sul qua-
            le la propaganda mussoliniana aveva indicato le qualità preminenti e per-
            manenti del regime), tanto più si registrava un rafforzamento della tendenza
            a  eludere il confronto con la  realtà contingente e  a  conferire al fascismo
            un'identità metastorica, come già avevano scritto, tra moltissimi altri, Et-
            tore Martinoli in Funzione  della  mistica  nella  rivoluzione fascista (5)  e Nicolò
            Ventura in La rivoluzione fascista  e le  vittorie dello spirito (6).  In definitiva l'in·
            dottrinamento  non  era  rimasto  senza  risultati  e  continuava  a  registrare




            (3)  E.  M.  Gray  Tre  commenti,  Roma,  Latium,  1942.
            (4)  S.  Mazzilli,  l caratteri e l'originalità della filosofia  del fascismo,  Firenze, La  Vela,  1943.
            (5)  E.  Martinoli,  Funzione  della  mistica  nella  rivoluzione fascista,  Trieste, Troni,  1940. Vi
               vengono presi taluni spunti già presenti in Gastone Silvano Spinetti, Mistica fascista
               e pensiero  di Arnaldo  Mussolini,  Milano,  Hoepli,  1931.  Per una rassegna  sistematica
               v. l'indispensabile Renzo De Felice, Bibliografia orientativa del fascismo,  Roma, Bonac-
               ci,  1991.
            (6)  N.  Ventura,  La  rivoluzione fascista  e le  vittorie  dello  spirito,  Roma,  Tupini,  1940.


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