Page 205 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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In questo contesto è importante ricordare anche il mancato clima di
celebrazione che caratterizzò l'anniversario del ventesimo anno della rivo-
luzione. Pochi i discorsi, poche le manifestazioni e quello che emerge a
livello di opinione di partito si riassume in poche celebrazioni.
Non a caso Ciano non esita a definire queste celebrazioni come "ac-
cozzaglia di persone alla ricerca di vantaggi''.
Il ventennale si esauriva in una sola cerimonia: l'inaugurazione di
nuovi locali della Mostra della Rivoluzione.
Il fatto che in tale occasione, l'organizzazione della cerimonia fosse
scadentissima e mancasse tra gli intervenuti il minimo senso di affiata-
mento cameratesco, "la segreteria attuale del Partito è composta di ignoti, cui
noi siamo a nostra volta ignoti. Di qui la freddezza" <m, è un evidente segno
delle notevoli difficoltà che rendevano pesante la situazione interna. Pro-
prio in questa ricorrenza fascista si sente più forte la carenza del Partito
e più deboli le speranze di vittoria.
Per la ricorrenza del ventennio, Mussolini aveva promulgato una se-
rie di provvedimenti intesi gli uni ad aumentare le previdenze sociali e
a riordinare gli istituti, gli altri ad esaltare il lavoro e a premiare lo sforzo
produttivo delle industrie di guerra.
Tali provvedimenti potrebbero forse significare l'estremo tentativo
di salvezza di chi è ornai sull'orlo della fine.
Ed è forse a causa di tale triste presagio che tutta una serie di riforme
di carattere politico-sociale venivano confusamenete rinviate ad un incer-
to dopoguerra.
In questa occasione pochi e di limitata rilevanza furono i discorsi pro-
nunciati da Mussolini.
L'unico tenuto il 28 ottobre, ma significativo dal punto di vista del
contenuto, fu quello alla delegazione tedesca, che aveva però chiari scopi
di vantaggi economici e flebili incitamenti alla guerra per la vittoria.
La rivoluzione fascista in questi vent'anni si era decisamente spenta,
e a nulla servivano i futili tentativi del Duce di rievocare i momenti glo-
riosi di tale rivoluzione:
"Durante questo periodo l'Italia ha dovuto affrontare tre guerre. La pri-
ma in Abissinia è stata praticamente condotta contro l'Inghilterra. La se-
(27) Galeazzo Ciano, op. cit., p. 209.
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