Page 200 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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Il Direttorio del partito, a seguito di questi accordi solennemente fir-
mati, si riteneva di diritto investito del compito di dirigere l'opera di co-
dificazione che per quanto concerneva la Germania, il Fiihrer aveva affidato
non al Ministro di Giustizia bensì all'" Accademia di diritto tedesco", pre-
sieduta dal dottor Frank Hans, più tardi Governatore della Polonia e con-
dannato a morte al processo di Norimberga per le crudeli persecuzioni
contro gli ebrei.
La Germania del 1800 era stata famosa in tutto il mondo per l'opera
svolta nelle università tedesche dai suoi studiosi ed esperti del diritto
romano.
Hitler e i suoi collaboratori detestavano il diritto romano ed intende-
vano che il nuovo codice civile si ispirasse esclusivamente alle tradizioni
barbariche popolari del medioevo germanico (alla giustizia del re o capo
tribù il quale sentenziava sotto un grande albero di quercia della foresta
teutonica).
Ora, accettare questa imposizione come dato di fatto e negare i prin-
cipi del diritto romano in funzione del diritto di altre genti e razze, costi-
tuiva un cedimento in campo politico; e ben assumeva questa posizione
Dino Grandi ad esempio, che in un suo famoso discorso davanti alle Com-
missioni parlamentari del Senato e della Camera pronunciò testualmente
queste parole:
''le frontiere del nostro diritto romano ed italiano saranno difese da noi
con la stessa tenacia con cui difenderemo le nostre frontiere storiche e geogra-
fiche. Qualunque collisione o cedimento verso il diritto di altre razze costi-
tuisce un cedimento nel campo politico. Dobbiamo essere persuasi, oggi più
che mai, della verità di una profezia la quale fu fatta da un grande giuri-
sta tedesco con queste parole: «Ogni negligenza nello studio del diritto roma-
no sarà vendicata»" (23>.
Era già scoppiata la guerra e Mussolini lasciò che i codici venissero
redatti come gli italiani li volevano, venendo così ultimati entro tre anni,
cioé proprio nel 1942.
Da diciotto anni il Duce li aveva promessi al popolo italiano, ma sol-
tanto un libro, il libro della famiglia, era stato pubblicato e ripeteva le
(23) Discorso tenuto da Dino Grandi il 16 ottobre 1939 in Senato, in D. Grandi, op.
cit., p. 483, si veda a proposito anche D. Grandi, Il mio paese. Ricordi autobiografici,
a cura di R. De Felice, Bologna, Il Mulino, 1985.
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