Page 196 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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niva il Duce - di quella che si vuole definire "vita civile". Proiettandosi
dunque nel futuro delle necessità, il Consiglio dei Ministri aveva preso
pure in esame la possibilità di altre attenuazioni di spesa nei futuri eserci-
zi, riducendo di alcuni milioni (3500) le assegnazioni per spese relative
ad opere pubbliche straordinarie.
Si trattava di una direttiva divenuta ormai costante nella teoria e nel-
la prassi della pubblica amministrazione; in opposizione al criterio pre-
dominante di far fronte alle sempre crescenti spese con l'incremento delle
entrate e, nella fattispecie, con la maggiore incidenza della pressione fisca-
le in estensione ed in profondità.
E per questo, fin dal 5 giugno, a proposito di un aumento della com-
plementare, al Consiglio dei Ministri era stato introdotto il giuramento
come mezzo di accertamento fiscale, con tutte le conseguenze che ciò com-
portava. Cioè, per la prima volta nel sistema di evasione, si passava alle
sanzioni penali contro gli evasori delle tasse. Tale provvedimento tuttavia
mostrava fin dalle sue origini evidenti segni di inopportunità, lo stesso
Ciano non esitava a sottolineare:
''È un sistema che può andare bene nei paesi più evoluti fiscalmente: da
noi è impossibile perché tutti giureranno il falso e allora se chiuderemo gli
occhi, diventeremo ridicoli, se vorremo applicare la legge, bisognerà ingran-
dire le carceri e dedicare mezzo bilancio per il mantenimento dei prigionie-
ri. Così Revel dopo aver preso tutto agli italiani vuoi prendere loro anche
l'onore" < 18>.
Il Ministro delle Finanze aveva sovente avvertito che il gettito tribu-
tario doveva essere mantenuto in costante adeguato rapporto con il com-
plessivo reddito nazionale e perciò quello andava misurato sul livello cui
questo ammontava. Un irregolare ed eccessivo inasprimento delle tasse
e delle imposte avrebbe potuto portare ad un declassamento e depaupera-
mento dei margini utilizzabili e tali da permettere l'ulteriore formazione
di ricchezza e nuovi stimoli al lavoro produttivo.
Ne conseguiva che la deliberata riduzione negli stanziamenti mini-
steriali di spesa rappresentava un vero e proprio alleggerimento della pres-
sione fiscale sull'economia tutta e non potevano non riperquotersi be-
neficamente soprattutto sul mercato dei prezzi.
(18) Galeazzo Ciano, Diario, vol. II, 1941-1943, Milano, Rizzoli, 1946, p. 169.
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