Page 198 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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Pertanto la  coordinazione intima che formava  il  substrato delle più
                 importanti delibere del Consiglio dei Ministri era evidente, e si  compen-
                 diava  nella  continua messa  a  punto della  delicata  macchina  economico-
                 finanziaria  dell'intera  nazione.
                     Ed  ancora,  in  occasione  dell'assemblea  del  Consiglio  dei  Ministri
                 dell' 11 agosto 1942, nonostante l'attuazione di seri provvedimenti di straor-
                 dinaria amministrazione che vedevano il progressivo incrinamento della
                 politica finanziaria ed economica italiana, si prende atto che il Duce colse
                 lo  spunto per fare  alcune ottimistiche dichiarazioni -  assai interessanti
                 -  riguardo il suo viaggio in Libia, la caduta dell'Impero e lo svolgimento
                 della guerra: "[Il Duce}: È stato più che mai ottimista sulle previsioni del doma-
                 ni:  la guerra  è vinta perché gli anglosassoni,  frazionate  le  loro forze  in tanti scac-
                 chieri,  non  hanno  alcuna  seria possibilità  di  azioni  offensive'' < 20 ).
                     Dunque, mentre la situazione militare non destava apparenti preoc-
                 cupazioni alle Autorità politiche, la situazione economica rilevava alcuni
                 problemi e grosse difficoltà. Ciò è evidente perché ribadito ulteriormente
                 da Mussolini, non solo in sede di Consiglio ma anche nel discorso tenuto
                 a  Palazzo  Venezia  nella  riunione  del Direttorio  Nazionale  del P.N.F.
                     Il Duce riteneva di essere pienamente soddisfatto della situazione mi-
                 litare,  abbastanza  soddisfatto di  quella  politica, tuttavia egli  proseguiva:
                        "c'è un terzo fronte:  quello economico.  Io devo giudicare con estrema severi-
                        tà e profondo disgusto  l'assieme di questo fronte  economico.  Il mondo econo-
                        mico italiano bisogna domarlo,  bisogna schiacciarlo,  bisogna frantumarlo,
                        perché il mondo delle categorie economiche italiane vuole fare  questo servi-
                        zio al regime ... Si pone quindi il problema se la posizione mediana che ab-
                        biamo presa  in  sede  di  interessi economici può  essere  a lungo  conservata.
                        Il problema si pone in questi termini:  è in gioco  il prestigio del regime  nel
                        settore della disciplina economica,  cioé nel mondo economico italiano, il quale
                        tende con tutti i mezzi a sfuggire alle regole,  alle leggi del regime,  a frodare
                        le  leggi  del  regime'' < 2 0.

                      Nel quadro delle normali attività già evocate, proprie delle Autorità
                 politiche, si debbono ricordare alcuni provvedimenti legislativi che han-
                 no il significato di vere e proprie riforme giuridiche. Così, insieme ad una
                 serie di Testi Unici organizzati da decreti del Parlamento per raccogliere
                 leggi  su  specifiche  discipline,  vennero  varati  i  Codici  dello  Stato.



                 (20)  Galeazzo  Ciano,  Diario,  op.  cit.,  p.  190.
                 (21)  Benito  Mussolini,  Opera  Omnia,  cìt.  p.  73.


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