Page 195 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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Nel quadro delle disposizioni economiche, rivestivano un'importanza
           notevole le disposizioni decise dal Consiglio dei Ministri il 12 agosto 1942
          che sancivano "notevoli riduzioni delle spese non attinenti alle esigenze di guerra".
               I provvedimenti deliberati in tale occasione rivelano, nella loro fram-
          mentarietà, tutto un coordinamento in essere di disposizioni sempre più
           precise e  serrate  per  il  raggiungimento  dei  fini  più volte  preannunciati
           come mete inderogabili della finanza e dell'economia per la' messa in atto
           della  massima  resistenza  interna  della  nazione.
               Lo  stato di guerra era,  per eccellenza,  un filtro  dei bisogni e,  nella
           determinazione della  loro  scala gerarchica,  finiva  col  determinare quelli
           la  cui  soddisfazione  appariva  inderogabile  e  quelli  che  potevano  invece
           senza  troppo  danno  essere  rimandati a  tempi  normali.  In  conformità a
           questa suddivisione  in  due grandi  rami dei  bisogni  e  dell'urgenza  della
           loro soddisfazione, anche le spese dei vari Dicasteri continuavano ad esse-
           re ridotte nell'ammontare, in quelle che non erano precipuamente attinenti
           alle necessità belliche. Pertanto perseverando sulla via da tempo indicata
           dal Duce,  il Consiglio  dei  Ministri,  completando e  perfezionando le  di-
           sposizioni già precedentemente prese, aveva elaborato l'ulteriore riduzio-
           ne  degli  stanziamenti  di  spesa  sul  bilancio  di  previsione  per l'esercizio
           1942-1943 "per complessivi  1630,8 milioni di lire,  mentre di  7 35  milioni veni-
           vano  ridotte  le previsioni  di  entrata  relativa all'accensione  di  debiti".
               Così  infatti  si  evince  dalla  deliberazione del  Consiglio  dei  Ministri
           dell'agosto,  da  cui  risulta  inoltre  che:
                  "Sono  così  oltre 2,3  miliardi che  lo  Stato  si impegna a non  spendere,  nel
                  solo prossimo esercizio,  sopra un bilancio che tutti sanno con quanta accu-
                  ratezza e severità di esame delle singole voci venga redatto.  Altri 30,5 mi-
                  lioni  verranno  economizzati sui  bilanci delle  aziende  autonome.  Esempio
                  da prendere in particolare considerazione quest'ultimo,  sia da enti privati
                  sia da enti pubblici: Province,  Comuni,  Consorzi, perché tutti devono senti-
                  re  il dovere  di adeguarsi alla durezza  e grandezza  dell'epica  ora  che  il
                  mondo  intero  sta  vivendo.  I terajismi non  sono più tollerabili  ed ognuno
                  deve erigere a costume della propria vita l'idea fissa ed inobliabile che sia-
                  mo in guerra e che un dovere solo ogni altro sovrasta: quello di vincere'' 0 7 ).

               E per vincere appunto poteva essere necessario, se ce  ne fosse  stato
           in un certo momento l'assoluto bisogno, fare tabula rasa -  come ammo-



           (17)  Ibidem,  12  agosto  1942.


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