Page 192 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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ed estera, alla quale faceva seguito una discussione a cui i ministri parte-
                cipavano  esprimendo il  proprio  pensiero  e punto  di  vista.
                     Poi cominciava l'esame dei provvedimenti posti da ciascun ministro,
                fatti preventivamente circolare in modo da consentire a ciascuno di espri-
                mere la propria opinione. Ciò accadeva  altrettanto per le  nomine di  alti
                funzionari dello Stato, nomine di competenza del Consiglio dei Ministri.
                     Dal 1939 ciò non accadeva più. Salvo che per la riunione del  l  0  set-
                tembre 1939, nella quale Mussolini annunciò con abbondanza di partico-
                lari la sua decisione di non belligeranza, non vi fu mai più alcuna relazione
                da  parte del  Capo  del  Governo.  Così  i  progetti  di  legge  e i  decreti  non
                circolavano più preventivamente tra i ministri e neppure le  proposte per
                la  nomina  di  alti  funzionari.
                     Il Consiglio, nel  1942, era ridotto a una cerimonia formale e di con-
                tenuto esclusivamente amministrativo. Ogni Ministro si premurava di ot-
                tenere previamente l'assenso del Capo del Governo ed il tutto si riduceva
                ad una semplice lettura dei provvedimenti, a cui non faceva seguito alcun
                esame e  discussione.

                     Tuttavia da un'analisi specifica dei provvedimenti adottati dal Con-
                siglio dei Ministri durante l'intero anno è possibile rievocare quali siano
                stati alcuni elementi della situazione storica e politica in Italia e come tale
                opera  abbia avuto  risonanze  sulla  realtà  socio-economica  dell'epoca.
                     Così i molteplici provvedimenti, oltre ai tanti di ordinaria ammini-
                strazione, per l'adeguamento totalitario delle forze  economiche nazionali
                all'assetto  di guerra,  andavano via  via  prendendo forma  e  sostanza.
                     Si andava praticamente componendo un quadro complesso, poco uni-
                tario  e difficilmente organico,  nel  quale ciascun provvedimento sarebbe
                dovuto apparire armonicamente inserito e unito da un logico filo concet-
                tuale  a  tutti  gli  altri  elementi  nazionali  del  vasto  problema generale.
                     Sembra che il sistema di governo avesse dovuto perseguire tre mete
                essenziali:  stabilità economica, stabilità monetaria e stabilità finanziaria,
                tutte  rappresentanti le  diverse  facce  di  uno  stesso  fenomeno.
                     Così  nel  corso  dell'anno  e in seguito  alle  svariate  sfaccettature  che
                la vicenda bellica assunse sui diversi fronti,  anche l'attività del Consiglio
                dei  Ministri fu  costretta a modificare la  portata dei provvedimenti ema-
                nati,  non limitandosi più a  quelli  di  ordinaria amministrazione, ma ap-
                provando delle  vere  e proprie sanzioni  in  materia  economica  e fiscale.



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