Page 193 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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È il caso della riunione del 3 maggio, quando la più importante nor-
            ma contenuta nel decreto fu  quella che dichiarava indisponibili tutti i mag-
            giori utili derivanti dalla guerra. Dal punto di vista delle Autorità ed alla
            luce di queste premesse, apparivano chiare e significative queste decisioni
            circa le  nuove disposizioni in materia di maggiori utili  relativi  allo  stato
            di guerra. Ben lo  sottolinea il commentatore ufficiale del Popolo d'Italia,
            Alfio  Titta,  che  non  esita  a  ribadire:

                   ''È necessario pensare  al domani,  è necessario predisporre  i  mezzi atti a
                   potenziare  al massimo  la  vittoria.  La guerra  che  oggi si  combatte  ha  il
                   suo sostrato,  tra l'altro, proprio nella possibilità di ottenere dalla vittoria
                   delle armi, gli ampi respiri interiori che il destino storico ci indica.  Sarebbe
                   infatti una  diserzione  di fronte  alla storia  se  noi  non  ci preparassimo  a
                   sostenere da attori principali anche la parte che la pace ci assegnerà" m>.

                 A  questo  scopo,  in  ordine di  tempo,  a  cominciare dal  5  settembre
            1935, lo  Stato  aveva  provveduto  a  disciplinare la  costituzione  e gli  au-
            menti di capitale delle società commerciali  "per cifre  superiori  al milione".
                 Seguivano poi altre ordinanze relative al divieto di distribuzione de-
            gli  utili in misura superiore ad una determinata percentuale del capitale
            versato, la limitazione del possesso azionario per parte delle società ano-
            nime  a  cifra  non  superiore  a  quella  del  proprio  capitale  sociale.

                 Con queste ultime deliberazioni del Consiglio dei Ministri, infine ve-
            nivano dichiarati indisponibili tutti i maggiori utili derivanti dalla guerra
            e rappresentati dalla differenza tra il reddito complessivo e quello ordina-
            rio. I maggiori utili rimanevano vincolati a disposizione dello Stato in quan-
            to, agli effetti della loro indisponibilità, dovevano appunto essere investiti
            in uno speciale titolo statale nominativo ed inalienabile fino alla fine della
            guerra.
                 Si giustificava la validità e fondatezza di tali provvedimenti asseren-
            do  che:
                    ''il Governo  avrebbe anche potuto incamerare detti soprapprofitti di guer-
                   ra,  allegando  l'incontestabile dato  di fatto  che  essi  sono  realizzati solo  ed
                   in quanto un evento di portata straordinaria crea ogni favorevole possibili-
                   tà,  senza giungere agli estremi della  speculazione.  Inoltre  lo  stesso  'evento
                   straordinario' pesa  gravemente  sulle finanze  statali,  le  quali  devono  di



            (13)  Alfio  Titta,  Il  Popolo  d'Italia,  3  maggio  1942.


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