Page 191 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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In tale occasione inoltre, le Autorità politiche coglievano l'occasione
            per sottolineare il valore e il significato intrinseco dei molteplici incontri
            del  Duce coi  Segretari  Federali,  ricordando  che:

                   "si può tornare con commenti sul Rapporto coi Federali per una parte delle
                   province meridionali.  Illustrare lo spirito di questo Rapporto di questo con-
                   tatto vivo tra il Duce e le gerarchie.  Da questa serie di contatti balza evi-
                   dente  l'interessamento del Duce per quelli che sono  i problemi  vivi di ogni
                   settore  e di  ogni  categoria  nelle  varie province" (l l).

                Un altro aspetto evocato da Mussolini in questi incontri e che ci sembra
            già collegato ad altri precedenti (gli  incontri coi Federali), è quello relati-
            vo ai rapporti con i tedeschi. Volendo smentire ogni critica all'alleato,  il
            Duce ribadiva:
                   "È l'ora di farla finita con questa latente tedescofobia che ancora sopravvi-
                   ve in t'a/uni circoli nostri nemici ... Ci si metta bene in mente che noi fascisti
                   abbiamo per nostro dogma la sincerità,  che quando siamo alleati  marcia-
                                                                          ..
                   mo fino  in fondo,  e con  l'alleato si tratta da pari a pari,  con  la  massima
                   dignità,  guardandosi  negli  occhi  con  assoluta  lealtà.
                   Quanto poi  ai  tedescofobi,  ci  si  metta  in  mente  che  se  noi  avessimo fatto
                   la guen·a a fianco  dell'Inghilterra,  quegli stessi sarebbero anglofobi;  sicco-
                   me l'abbiamo fatta a fianco  della  Germania,  essi sono tedescofobi:  in una
                   parola,  sono  degli  antifascisti ... " 0 2>.

                L'ovvia conclusione "la guerra  sarà  lunga  e noi  vinceremo",  ci  sembra
            più un  pio  desiderio  che  un vero  e  proprio  enunciato  politico.
                Dopo le direttive ai Prefetti e le disposizioni lette ai Federali, gli orien-
            tamenti del Governo potrebbero essere meglio interpretati seguendo le riu-
            nioni  del  massimo  organo  dello  Stato  e  cioé  il  Consiglio  dei  Ministri.
                 Purtroppo, però, anche a questo riguardo alcune considerazioni ne-
            gative vanno enunciate, ricordando che il Consiglio dei Ministri, così co-
            me  la  prassi  politica  italiana  l'aveva  concepito,  non  esisteva  più  come
            supremo organo collegiale di potere dello Stato. Le  riunioni del Consiglio
            dei  Ministri,  in base all'andamento  tradizionale,  si  erano  sempre  svolte
            secondo le regole fissate dallo Statuto. La  riunione si apriva con una rela-
            zione introduttiva del Capo dello  Governo sulla politica generale interna



            (11)  Claudio  Matteini,  Ordini  alla  stampa,  1945,  Roma,  Ed.  Polilibraria,  p.  275.
            (12)  Benito  Mussolini,  op.  cit.,  p.  42.


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