Page 202 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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Il lavoro sarebbe dovuto procedere in tempi paralleli per ognuno dei
tre codici; e fu suddiviso in numerosi comitati con la partecipazione delle
diverse correnti di pensiero: le frequenti riunioni di questi comitati furo-
no la testimonianza dello svolgimento di un'attività esemplare.
Dell'intera riforma dei codici, quella più urgente e di cui si sentiva
maggior necessità era senza dubbio il codice di procedura civile, per il
quale cooperarono i più autorevoli giuristi specializzati in tale materia.
Così nacque e divenne legge dello Stato, il nuovo codice di procedu-
ra civile, opera per la massima parte di Piero Calamandrei.
Meno elaborata e più difficile fu la riforma del codice marittimo. An-
tonio Scialoia accettò il compito di vicepresidente del comitato apposita-
mente creato (presidente fu Dino Grandi come Guardasigilli) e suggerì
di raccogliere in un solo codice il nascente diritto aereo e fluviale, modifi-
cando il titolo in codice della navigazione, che sarebbe risultato così com-
posto di una parte generale comune alle tre discipline, più una parte speciale
per ogni disciplina. Tale suggerimento incontrò una tenace opposizione
da parte dei docenti del nuovo diritto aereo: ogni docente pretendeva in-
fatti di avere il proprio codice limitato alla disciplina da lui insegnata.
Le difficoltà ci furono ma vennero superate non senza problemi: il
senatore Scialoia aveva infatti fondato un'accademia composta di docenti
di diritto marittimo. Fra questi primeggiava un giovane docente di diritto
marittimo di nome Antonio Lefebre, il quale dimostrò una spiccata capa-
cità. Egli deve essere considerato l'autore del codice della navigazione, che
divenne legge dello Stato nel 1942. Unanimemente favorevole fu l'acco-
glienza del codice in Italia e all'estero.
Più elaborata e complessa fu la stesura del nuovo codice civile, il pezzo
più grosso e importante della nuova codificazione. Si trattò innanzitutto
di stabilire l'architettura del nuovo codice.
Docente <ili diritto civile all'Università di Roma era allora Filippo Vas-
salii, il quale suggerì che ai libri in cui si suddivideva il codice civile fosse
aggiunto un nuovo libro Della tutela dei diritti. Poi venne la questione gros-
sa, quella di una eventuale fusione tra codice civile e codice di commer-
cio, questione già risolta da parte di qualche stato europeo ed oggetto di
animata discussione tra magistrati, scienziati, avvocati in Italia e all'este-
ro. Il codice di commercio diventò un libro del nuovo codice civile: per
ogni libro del nuovo codice civile venne formato un comitato al quale par-
teciparono in primo luogo studiosi del diritto, magistrati ed avvocati. Il
nuovo codice civile divenne legge dello stato il 16 marzo 1942.
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