Page 212 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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e persino di eccitata ammirazione per il regime e il "suo duce". Con tale
impostazione almeno una parte dei fascisti si predisponeva a sopravvive-
re anche alla possibile sconfitta bellica, giacché - dato per scontato che
l'Italia sarebbe rimasta nel novero delle potenze economiche di prima fila
- qualsiasi stabile pace avrebbe dovuto fare i conti con i bisogni della
sua popolazione e quindi con le sue rivendicazioni del proprio spazio vitale.
I cattolici tra adesione ed astensione
Su tale terreno, che andava qualificando il fascismo con connotati
molto diversi rispetto alla retorica con la quale esso si" era solitamente pre-
sentato e continuava a essere dipinto dai suoi antichi avversari, il regime
giunse a suscitare più perspicua attenzione di forze di tutt'altra matrice
e che ora trovavano meno ragioni di mantenere le distanze dal fascismo
se le proprie argomentazioni risultavano parallele alle sue. Fu il caso so-
prattutto dei cattolici, anzi più esattamente di taluni autorevoli ecclesia-
stici. Valgano d'esempio i saggi di Angelo Brucculeri su Moralità della guerra,
sul Messaggio sociale di Pio XII e soprattutto sul nuovo ordine interna-
zionale 0 2>.
La voce più autorevole levatasi da parte cattolica sui temi attorno
ai quali andavano lavorando i teorizzatori dell' "Ordine Nuovo" fu quella
del gesuita Antonio Messineo, che proprio nel 1942 dette alle stampe Il
diritto internazionale nella dottrina cattolica, ove risultano, per esempio, pie·
namente giustificate le conquiste coloniali proprio in nome dell'utilizzo
sociale delle risorse lasciate inerti e infruttuose dalle popolazioni indige-
ne, le quali dovevano pertanto esser le prime a rallegrarsi dell'incontro
di civiltà con i loro colonizzatori. Padre Messineo non aveva poi esitazio-
ni a far ricorso ad argomenti tipici della geopolitica a sostegno del diritto
delle popolazioni latine a contendere con quelle anglo-sassoni, tanto più
innanzi nel dominio coloniale planetario, per assicurarsi lo spazio adeguato
alle proprie necessità e propizio per l'affermazione di un modello colonia-
le basato non già sullo sfruttamento di uomini e materie prime bensì sul-
la"missione". Tale tematica venne più analiticamente ripresa da padre
Messineo in Spazo vitale e grande spazio, comparso nello stesso 1942 0 3 l:
(12) A. Brucculeri, Moralità della guerra e Messaggio sociale di Pio XII, Roma, La Civiltà
Cattolica 1942 e ivi, 1942.
(13) Padre Messineo, Spazio vitale e grande spazio, Roma, La Civiltà Cattolica, 1942. In
proposito rinviamo al nostro saggio L'imperialismo nella politica estera italiana dall'U-
nità al fascismo, Roma, 1980.
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