Page 216 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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la Germania hitleriana (la cui condotta verso ebrei, polacchi e quanti altri
anche i cappellani avevano avuto sott'occhio mentre accompagnavano le
truppe del CSIR e dell'ARMIR in territorio sovietico) per imboccare la
via del ritorno non solo alla pace ma alla democrazia parlamentare.
La stessa Santa Sede riteneva d'altronde che le invocazioni del Ponte-
fice alla pace sarebbero risultate più efficaci se non fosse stato possibile
misurarle con l'inevitabilmente ridotto metro di un movimento politico-
partitico "locale" (quali i neo-guelfi o altri nuclei prepartitici antifascisti
o più riduttivamente a-fascisti). Peraltro l'oltre Tevere non aveva motivo
di auspicare la vittoria sul campo di sovietici, anglicani e di quegli stessi
Stati Uniti d'America che non gli avevano mai riconosciuto il rango di
Stato, invece definitivamente conferitogli dai Patti Lateranensi dell'l l feb-
braio 1929, e dalla Germania.
Le animosità antifasciste di singoli uomini di religione non doveva-
no valere - nella considerazione generale della Santa Sede - più delle
speculari e per essa fastidiose agopunture delle correnti neopagane o più
banalmente anticlericali di fascisti provenienti dall'antica scuola dei cir-
coli del Libero Pensiero, dall'associazione "Giordano Bruno" o, come nel
caso di Roberto Farinacci, dalle logge massoniche. La preoccupazione di
fondo del mondo cattolico nel 1942 era che la guerra finisse comunque
presto e risparmiasse il territorio nazionale italiano, coincidente con quel-
lo della culla della Cristianità, e si risolvesse infine nella salvaguardia del-
lo status quo politico-sociale che ne vulnerasse meno possibile le posizioni
acquisite nel corso del ventennio < 21 l.
Nenni per la difesa della "democrazia parlamentare"?
Sull'altra sponda, le sinistre erano alle prese con la difficile ricerca
della propria identità. Nell'ottobre 1941 a Tolosa i socialisti Pietro Nenni
e Giuseppe Saragat, i comunisti Emilio Sereni e Giuseppe Dozza e i "giel-
listi" Silvio Trentin e Francesco Fausto Nitti siglarono il patto costitutivo
del Comitato d'azione per l'unione del popolo, inteso come impegno al-
l'unità d'azione nella lotta contro il fascismo. La partecipazione dei comu-
(21) Fra le molte opere sulla "politica" della Santa Sede v. Andrea Riccardi, Il Vaticano
e Mosca, 1940-1990, Bari, Laterza, 1992 e Danilo Veneruso. "La Santa Sede" in
AA.VV., La liberazione d'Italia nel quadro della lotta per la liberazione europea, Atti del
Convegno internazionale di Milano, 29-30 maggio 1984, Roma, Ministero della
Difesa, 1985.
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