Page 228 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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di esecuzione < 2 )  -  fu  in grado  di  ripianare rapidamente la  pur ingente
                quantità di  prezioso  materiale perduta durante  la  ritirata sul  Piave (3)_  I
                provvedimenti legislativi  di  base  adottati  nel  1915  -  questo  va  sottoli-
                neato molte volte -  avevano carattere interforze. Affermava il  Ministro
                della Guerra nella relazione al Comitato Supremo per le Armi e Munizio-
                ni (per inciso, anch'esso a carattere interforze) che accompagnava il rego-
                lamento  per la  mobilitazione  industriale  del  22  agosto  1915:

                        "Infine ho considerato se l'organismo proposto  di mobilitazione industriale
                       doveva servire solo per la  Guerra  (cioè:  per l'Esercito- N.d.A.], o se
                        non  dovesse  invece agire cumulativamente tanto per la  Guerra che per la
                        Marina.  La conclusione non poteva essere dubbia essendo evidente la neces-
                       sità,  o per lo  meno la grande opportunità,  di un'azione unica e coordinata,
                       come quella che meglio raggiunge lo scopo  unico,  di provvedere armi e mu-
                        nizioni ed altri materiali durante la guerra.  Ecco perché ho ritenuto molto
                        opportuno che l'organismo di mobilitazione industriale serva tanto alla Guer-
                        ra,  quanto alla Marina.  Ecco perché,  così  nel comitato centrale,  come  nei
                       comitati regionali fu data alla Marina una giusta rappresentanza ... '' < 4 )

                     N o n vanno trascurati altri due elementi caratterizzanti del  1917. N o-
                nostante  i gravissimi  riflessi  logistici  specie  per  l'Italia  e  la  sua  Marina
                Mercantile della guerra sottomarina ad oltranza proclamata proprio  nel
                1917 dalla Germania, l'intervento americano fu  un fatto di rilievo logisti-
                co  determinante  e  di  per  sé  tale  da  provocare  una  svolta  positiva  della
                guerra.  E dal  1915  fino  a  Caporetto,  nonostante errori e  perdite (forti,
                ma pur sempre inferiori a  quelle verificatesi  in campo francese e inglese
                sul fronte  occidentale) l'Esercito  italiano  aveva  pur sempre progredito e
                l'industria -grazie ai provvedimenti prima citati- aveva lavorato con
                grande impegno  e  buon rendimento.  In linea  era arrivato gran  numero
                di artiglierie e munizioni, la motorizzazione, i materiali e le  macchine di
                ogni genere avevano avuto sviluppi impensati rispetto al  1915, fino a far
                legittimamente ritenere che- dal 1916 in poi -l'Esercito fosse entrato
                nel XX secolo  e avesse  comunque mantenuto la  competitività rispetto a
                quello  austriaco.



                (2)  Cfr. Ministero della Guerra, Decreti,  Regolamenti e Norme relativi alla mobilitazione indu-
                   striale,  Roma,  1916.
                (3)  F.  Botti,  op.  cit.,  Documento  n.  19.
                (4)  Ministero  della  Guerra, op.  cit.,  p.  19-20.


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