Page 229 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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Un nostro valido storico militare del secolo XIX soleva affermare che
gli uomini non imparano mai niente dalla storia. Ebbene, anche nel terzo
anno di guerra, che ora stiamo esaminando, il 1942, si verificò una svol-
ta: ma i pochi mutamenti, là ove avvenirono, andarono in maniera irre-
versibile contro le fortune delle nostre Armi. Ancora una volta, l'intervento
americano di fine 1941 fu un fatto decisivo e logisticamente - più che
operativamente - determinante, i cui riflessi, però, questa volta andaro-
no a tutto favore degli avversari dell'Italia. Altro mutamento determinan-
te e irreversibile, ma a tutto danno dell'Italia, fu la definitiva conquista
del potere aeromarittimo nel Mediterraneo da parte degli Alleati, a parti-
re dalla seconda metà del 1942.
Rimasero, invece, immutati e anzi si aggravarono senza rimedio tre
elementi salienti di segno negativo, che caratterizzarono già il 1941. Pri-
mo: i due potenti avversari - Inghilterra e Unione Sovietica - che le
nostre Forze Armate erano costrette a combattere su fronti non interco-
municanti senza averne la possibilità, non solo rimasero a noi di fronte
ma diventarono sempre più forti, anche dal punto di vista qualitativo.
Secondo: diversamente da quanto avvenne nel 1917, nel 1942 nes-
sun sostanziale progresso avvenne in fatto di materiali e procedure, orga-
nizzazione di comando e logistica, ecc., rispetto agli anni precedenti, sì
che le nostre Forze Armate si avviarono a essere, più che superate, sur-
classate - con devastanti effetti sul morale del combattente - non solo
e non tanto dal punto di vista quantitativo, ma qualitativo.
Terzo: nei primi e ultimi mesi dell'anno 1942 il fronte russo accen-
tuò il suo ruolo di pompaggio di preziose risorse logistiche e di elementi
specializzati a detrimento delle esigenze della guerra mediterranea. La tra-
sformazione del CSIR in ARMIR (cioè di un corpo d'armata in armata)
decisa nei primi mesi del 1942 e, negli ultimi mesi dell'anno, l'impossibi-
lità di distrarre come in passato forze aeree tedesche dal fronte russo per
sostenere il pericolante fronte mediterraneo, (impossibilità derivante dal-
l' offensiva sovietica di Stalingrado) furono due pietre miliari della defini-
tiva sconfitta dell'Asse a fine 1942, simboleggiata dalla caduta di Tripoli
il 23 gennaio 1943.
Riassumendo: nel 1942 ciò che avrebbe potuto e dovuto essere cam-
biato - a cominciare dai criteri per l'organizzazione della produzione mi-
litare e dalla tendenza a non realizzare il principio elementare della
concentrazione dei mezzi e materiali logistici nel teatro d'operazioni deci-
sivo per l'Italia - non venne cambiato e anzi peggiorò in misura irrever-
sibile i suoi effetti. Per questo il 1942 fu l'anno decisivo, e il 1943 anche
e soprattutto dal punto di vista logistico disse assai poco di nuovo.
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