Page 234 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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I negativi riflessi logistici dell'organizzazione del Ministero e degli Stati
                Maggiori: frenetica  attività "di supplenza"  di Cavallero
                    Trattando del  1940-1941, abbiamo già rilevato  che la  caotica e di-
                vergente organizzazione degli Organi Centrali non causò minor danno della
                scarsità di risorse e dell'impreparazione, prima di tutto logistica, alla guerra.
                Con l'incerta, debole e al tempo stesso pretenziosa mediazione di Mussoli-
                ni (Ministro più che altro pro forma delle tre Forze Armate), i tre Ministeri,
                lo Stato Maggiore Generale, i tre Ministeri di Forza Armata, Fabbriguer-
                ra, collaborarono poco e male anzitutto dal punto di vista logistico e am-
                ministrativo.

                     In questo quadro Cavallero- spesso travalicando i pur ampi poteri
                che gli conferiva il R.D. -legge 27 giugno 1941, n.  661 sulle attribuzioni
                del Capo di Stato Maggiore Generale -  esercitò una forte azione di sup-
                plenza in tutti i settori, tentando di sostituire come poteva il Ministro del-
                la produzione bellica che non c'era, e dedicando particolare attenzione al
                rifornimento delle truppe in Africa, alla complessa problematica della guerra
                dei convogli e alla  produzione di  armamenti finalmente adatti al tipo di
                guerra che si  combatteva.  I risultati  non mancarono, ma furono  insuffi-
                cienti. Anche Cavallero commise errori: ma non vi è dubbio che egli fosse
                tra i pochi ad aver mostrato di capire il carattere logistico, mediterraneo
                e unitario della guerra, per la quale, come non casualmente ha scritto F.S.
                Orlando  sulla  Rivista di  Commissariato  e dei  Servizi  amministrativi  militari,
                        ''non basta coordinare le attività dei singoli Ministeri nel corso di un con-
                       flitto armato,  ma occorre che il coordinamento tra economia e finanza,  fra
                       produzione agraria e industriale, fra commercio interno ed estero,  sia conti-
                       nuo e permanente, ed avvenga attraverso un organismo superiore,  che studi
                       prima di proporre e controlli esso stesso gli ordini ... Non si può negare come
                       esista fin  d'ora  un problema di demarcazione fra  attività economica pub-
                       blica e attività economica privata e come esista un problema di unificazio-
                       ne e coordinamento dei servizi pubblici collettivi.  Al concentramento,  alla
                       semplificazione ed al perfezionamento di codesti Servizi non potrà provvede-
                       re  che  un  unico  organismo,  lo  Stato  Maggiore  economico ... "< 9 l.
                     Cavallero  non si  oppose  con la  dovuta  energia  al  rovinoso  intento
                di  Mussolini  di  aumentare ancora le  forze  in Russia,  togliendo  ossigeno



                (9)  F.  S.  Orlando,  "Verso gli  Stati  Maggiori  economici",  Rivista  di  Commissariato  e dei
                   Servizi  Amministrativi Militari,  n.  1/1942.


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