Page 238 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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b)  profluvie di norme e enti che ebbero scarso effetto o effetti contropro-
                  ducenti;
               c)  aumento quantitativo della produzione bellica dei principali armamenti
                  notevole rispetto al 1940, ma nettamente insufficiente rispetto alle esi-
                  genze e non comparabile con i traguardi impressionanti raggiunti in
                  campo avversario, con particolare riguardo -  inutile aggiungerlo -
                  all'intervento  americano;
               d)  traguardi qualitativi  ancor  più modesti.

                    Per l'Esercito, l'armamento rimase quello del1940. Non mancavano
               buone artiglierie moderne, ma erano prodotte in quantità irrisoria. Buo-
               ne ma scarse autoblindo. Automezzi con i  soliti difetti e limiti sui terreni
               russi  e africani (le  requisizioni,  comunque, erano ostacolate dai prefetti
               e potentati locali);  mancata introduzione in servizio del carro medio  "P
               40". Le vicende della guerra dei convogli- guerra di trasmissioni e mez-
               zi di individuazione anche di notte- dimostravano, specie dalla seconda
               metà del1942, il crescente e incolmabile ritardo tecnologico della Marina
               e dell'Aeronautica.  In questo quadro le costruzioni navali fino  a tutto il
               1942, oltre a non poter compensare che in minima parte le perdite dina-
               viglio da guerra e mercantile, continuarono a dedicare preziose e cospicue
               risorse- anche in termini di capacità costruttiva dei cantieri- alla one-
               rosa costruzione o trasformazione di Capitai Ships (corazzata Impero;  coraz-
               zata  Cavour;  navi  portaerei),  cioè  navi  di  squadra  con  scarsa  o  nulla
               importanza per la guerra dei convogli e comunque destinate a non entra-
               re  mai in servizio.
                    Ovvi i riflessi sulla disponibilità di idoneo e moderno naviglio di scorta
               e/o  mercantile.
                    Per tutto il 1942 rimasero ancora contenuti- almeno sul territorio
               nazionale -  gli effetti dei bombardamenti strategici anglo-americani, pe-
               raltro di  intensità crescente fino  a costituire, nel  1943, una delle ragioni
               principali che di fronte alla minaccia (non era certo un bluff) di distrugge-
               re le  nostre belle città, indussero Badoglio alla  resa < 11>.  Vi  fu  un giro  di
               vite nel settore alimentare,  che  però ebbe il solo  effetto  di incrementare
               la borsa nera, diminuire la credibilità del Governo e aumentare i guadagni



               (11)  Per gli effetti sull'industria e i trasporti dei bombardamenti strategici nei primi me·
                   si del1943 cfr. ad esempio A. Pirelli, Taccuini 192211943, Bologna, Il Mulino, 1984,
                   p.  414-415.


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