Page 243 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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bilire il rendimento di questo materiale era la  qualità,  inferiore specie a
           partire dal 1942 e specie per mezzi corazzati, aeroplani, mezzi di collega-
           mento,  artiglierie,  mezzi  tecnici (radar,  congegni  antisom,  congegni  per
           la visione e il tiro notturni ecc.) per la Marina e per la guerra dei convogli.
           Altro  aspetto era la  deficienza pressoché generale e costante di  organi di
           manutenzione, ricambi e accessori, gomme e,  naturalmente, carburanti.
           Un'altra  "malattia"  di  sistemi  d'arma  di  per sé  validi  era la  deficienza
           di  sistemi  sussidiari  che  ridusse  il  loro rendimento  effettivo.  Il  generale
           Mancinelli (Capo di DELEASE nel1942), cita il caso delle autoblindo ita-
           liane modello "AB 41 ", buone ma prive come dotazione di bordo di una
           bussola solare che  -  come avveniva  per le  blindo inglesi -  consentiva
           all'equipaggio  di  fare  il punto  senza  scendere  dal  mezzo.  Il  Generale
           commenta:
                   ''Il particolare della bussola tascabile è caratteristico di una mentalità ab-
                   bastanza diffusa negli ambienti di scarsa disponibilità finanziaria, facil-
                   mente soggetti alla suggestione delle  "false economie" ... Realizzato con molto
                   sforzo  e con  molta spesa  uno strumento spesso tecnicamente  ottimo  ed up to
                   date.  Si manca poi di attenerne tutto il rendimento che se ne dovrebbe atten-
                   dere  per  difetto  di  adeguate  apparecchiature sussidiarie" 0 7>.

                Sulle deficienze qualitative dei materiali dell'Esercito e sul loro scar-
           so  rendimento  influirono  due  fattori  finora  rimasti  in  ombra:  lo  scarso
           numero di ufficiali in servizio permanente dei Servizi logistici sui vari fronti,
           che si tradusse in carenza anche qualitativa di organi direttivi specializza-
           ti per le varie branche logistiche, e ancor di più lo scarso numero di uffi-
           ciali dei Servizi tecnici, che si tradusse in gravi ritardi e inadempienze nello
           studio,  progettazione e collaudo  di  nuovi  materiali.  Con  il  R.D.  - legge
           17 febbraio  1942, n.  151 gli ufficiali del Servizio tecnico di artiglieria nei
           gradi da colonnello a capitano passarono da 115  nel 1940 a  140 (con 17
           colonnelli),  cifra del tutto irrisoria.  Molto pochi, secondo il predetto de-
           creto, anche gli ufficiali del Servizio tecnico del genio (64, di cui 9 colon-
           nelli),  del  corpo  automobilistico  (689  ufficiali  con  28  colonnelli)  e  del
           Servizio tecnico della motorizzazione (50, con 6 colonnelli). Naturalmen-
           te i Servizi tecnici operavano ciascuno per proprio conto, con ovvi incon-
           venienti nel caso dei sistemi d'arma complessi (come i carri armati) dove




           (17)  G. Mancinelli, Dal Fronte dell'Africa Settentrionale (1942-1943),  Milano, Rizzoli,  1970,
               p.  80.


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