Page 244 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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occorreva coordinare insieme il lavoro dei Servizi tecnici di artiglieria, della
motorizzazione e del genio-trasmissioni.
In tutti i casi, quando si parla di logistica - cioè di una disciplina
con dati di base in certa misura matematicamente verificabili - anche
i "se" hanno un senso. Per questo si può concludere che se il materiale
disponibile almeno nel1942 fosse stato concentrato in Africa, nonostante
i suoi limiti qualitativi avrebbe forse impedito di giungere all'arresto del-
l' avanzata e alla rotta logistica di el-Alamein.
Il fallimento definitivo di tutti i tentativi più o meno incisivi e tardi-
vi di razionalizzare la produzione militare fu indirettamente dimostrato
dalla riunione tenuta da Mussolini il 29 gennaio 1943, alla quale parteci-
parono le più alte cariche militari. La situazione ormai compromessa avreb-
be richiesto drastiche misure d'emergenza; eppure si discussero ancora
questioni di dettaglio che avrebbero dovuto essere già da tempo risolte,
come la militarizzazione delle maestranze aeronautiche e l'organizzazione
della produzione aeronautica, la ripartizione tra le tre Forze Armate della
manodopera specializzata, l'impiego di manodopera femminile, gli orari
di lavoro, la produzione del carro "P-40" ecc. ecc. 0 8>.
La guerra dei convogli nel Mediterraneo
Nel 1949 il tenente di vascello Ronconi sintetizzò magistralmente,
sulla Rivista Marittima, gli aspetti e le profonde implicazioni strategiche
e logistiche di questa guerra:
''Le cifre riguardanti gli affondamenti delle nostre navi mercantili in Me-
diterraneo raggiungono i loro massimi nel periodo agosto 1912 - maggio
1943 (una media di 60.000 tonnellate mensili). Se si passano in rassegna
le cause che determinarono tali incrementi a nostro danno, si vede che una
delle principali, e forse la più evidente, fu la superiorità aerea nemica in
quei periodi e specificatamente:
il potenziamento di Malta come base aerea, dopo il secondo ritiro del
CA T dalla Sicilia;
l'arrivo a Malta ed in Egitto di velivoli a grande raggio d'azione (bom-
bardamenti delle basi navali e delle forze in mare);
(18) C. Favagrossa, op. cit., All. 17, p. 278-297.
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