Page 247 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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vi erano state accumulate consentì all'Asse- e soprattutto all'Afrika Korps
          che, con la tipiça prepotenza ed efficieJ?.Za tedesca, fece la parte del leone
          nel bottino  -  di  alimentare la  prosecuzione  dell'offensiva.
               La vittoria di Tobruk, tuttavia, indusse l'Asse ad accantonare defini-
          tivamente l'Operazione "C3"  per la  conquista di  Malta puntando tutte
          le carte sullo sfruttamento senza indugi del successo terrestre, e in tal mo-
          do lasciando sopravvivere la classica spina nel fianco dei nostri convogli,
          neutralizzata con duri bombardamenti all'inizio del 1942 ma, da maggio
          in poi, in grado di colpire sempre più efficacemente il traffico con la Li-
          bia.  Esempio lampante, questo,  dell'interdipendenza tra strategia aerea,
          terrestre e marittima e delle negative ripercussioni logistiche complessive
          di decisioni operative terrestri solo apparentemente ortodosse, perché ba-
          sate sul principio napoleonico e clausewitziano della massima rapidità del-
          l'offensiva  e del  definitivo  annientamento  dell'avversario.
               Va infine notato che a  Malta rimasero pur sempre forze  navali esi-
          gue (naviglio leggero) e forze aeree non ingenti, che tuttavia furono suffi-
          cienti per paralizzare in misura crescente il  traffico  con la  Libia,  fino  a
          fare chiamare dall'ammiraglio Fioravanzo le rotte nel Canale di Sicilia "le
          rotte della  morte" < 21 >.  Ciò avvenne per la forte  superiorità tecnica e per il
          perfetto funzionamento del Servizio Informazioni inglese, che consentÌ di
          condurre operazioni spesso notturne costantemente coronate dal successo,
          ove aerei, naviglio sottile di superficie, sommergibili diedero un esempio
          insuperato di efficace cooperazione, a dispetto delle teorie indipendenti-
          ste di Mahan e Douhet e a lode dell'empirismo inglese. In tal modo, spe-
          cie nella seconda metà del 1942 le forze inglesi realizzarono magistralmente
          a tutto nostro  danno, senza  soluzioni di continuità tra terra e mare,  un
          antico principio strategico risalente al secolo XVIII:  attaccare le comuni-
          cazioni e i rifornimenti del nemico, provocandone il crollo strategico per
          via  indiretta  e soprattutto  per ragioni  logistiche.
               I successi inglesi furono naturalmente facilitati, anche in questo set-
          tore cruciale, dai soliti provvedimenti ritardati, improvvisati o scarsamente
          incisivi e da  errati criteri  nelle  costruzioni  navali.
               Emblematico il ritardato intervento per stabilire finalmente un'uni-
          ca autorità nel porto di Napoli, cioè nel punto nodale dei traffici con la
          Libia, tentando così di eliminare un inconveniente che già si era rivelato


          (21)  U.S.M.M., La dife.ra del traffico con l'A. S.  (dal l  0  ottobre 1942 alla caduta della Tunisia)
              - a  cura dell'ammiraglio  G.  Fioravanzo,  Roma,  1964 (Rist.  1992) p.  48  e  53.


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